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_[Racconto] Giorgia (Settima Parte)
(troppo vecchio per rispondere)
Xlater
2009-11-08 21:57:29 UTC
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Quella che segue è la settima e (finalmente) ultima puntata del mio
nuovo racconto "Giorgia". Chi non trovasse le puntate precedenti qui sul
newsgroup, le può leggere dal mio sito web, all'indirizzo:
http://www.xlater.net/giorgia

Buona lettura da Xlater! :-)

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GIORGIA (Settima Parte)

Michele mi guardava con un gran sorriso soddisfatto sotto i baffoni
nerissimi. Non sembrava particolarmente infastidito dal fatto che in
quel momento stessi occupando il suo posto nel suo letto matrimoniale, e
che sua moglie fosse nuda tra le mie braccia. Non era cosa che lo
riguardasse troppo direttamente, in effetti. Al momento dello scatto
Luisa era al suo fianco, bellissima nell'abito bianco da sposa, e il
sorriso soddisfatto di lui, giustificatissimo nell'occasione, sarebbe
rimasto immutabile negli anni, nella cornicetta argentea, sul comodino
della sua signora.

La signora in questione emise un lungo mugolio, richiamando la mia
attenzione. Appena tornai a rivolgere la testa verso il mio petto, dove
era accucciata, lei subito si lanciò verso le mie labbra, per frullarmi
la sua lingua nella bocca, alla ricerca della mia, che a sua volta non
fece capricci per farsi trovare e intrecciarsi con la collega per
l'ennesima volta.

"Vuoi tenerezze ora, cagnetta, eh?" Le sussurrai insinuante.

"Sì..." confermò lei con entusiasmo. Mi baciò ancora, poi aggiunse "Di
cattiverie me ne hai fatte subire abbastanza, non trovi?"

In effetti ci avevo dato dentro con un certo entusiasmo, anche perché si
era dimostrata subito molto ricettiva a certi trattamenti.

"Sono stato troppo duro con te, cagnetta?" chiesi dolcemente,
carezzandole i capelli.

"Sei stato fantastico..." miagolò. "Tutto quello che ho sempre
sognato... e di più... E io, padrone? Come me la sono cavata?"

"Sei una brava cagnetta. Mi hai soddisfatto, per essere la prima volta..."

"Credo di poter fare anche di più, sai? Con un po' di gradualità..."

"Buono a sapersi" risposi, sicuro e vagamente minaccioso. Ma dentro di
me mi chiedevo un po' atterrito cosa potesse significare per lei "di
più". Avevo esplorato con lei gran parte del repertorio standard,
lasciando fuori solo cose davvero estreme. Sul pavimento vicino al
lettone giacevano alla rinfusa decine di giocattoli da sexy shop. Prima
di andare a trovarla ero passato nello sgabuzzino adiacente al box auto
e avevo recuperato tutti questi oggettini, accatastati in una scatola di
cartone. Retaggi di vecchie storie, man mano accumulatisi nel tempo.
Fruste, frustini, manette, bende, corde e legacci vari, candele, palline
anali, falli di gomma, plug e altri arnesi "da infilaggio". E in più
collari, morsi, pinzette, eccetera. Anche se comunque, come al solito,
lo "strumento di tortura" usato maggiormente quella sera risultava
essere quello in carne umana che fa parte del mio naturale equipaggiamento.

Sempre sul pavimento, ammucchiato in un angolo, c'era anche l'abitino da
cameriera con cui mi aveva accolto quella sera. Un capo sfacciatamente
corto sulle cosce e scollatissimo che aveva indossato senza niente altro
sotto, e con cui mi aveva servito la cenetta. Lei aveva mangiato per
conto suo prima che arrivassi, e si era dedicata esclusivamente a me,
curando di servirmi in ogni modo con abnegazione assurda. Come digestivo
mi aveva offerto (come previsto) un gustoso pompino al nocino. Infine si
era messa a disposizione delle mie perversioni sadiche, dimostrandosi
disponibile davvero a tutto, oltre che molto partecipe. Ero davvero
molto soddisfatto di lei.

"Sei un padrone esperto, e si vede..." mi disse. "Ma Giorgia...?"

"No, Giorgia non ne sa niente... Le mie esperienze nel campo risalgono a
prima che la incontrassi..."

"Dovevi essere molto giovane. Giorgia mi ha detto che state insieme da
dieci anni..."

Maledizione! Ma non avrebbe potuto fare a meno di inventarsi tutti
questi dettagli!?

"Beh, qualcosina è successa anche durante..." dissi vago.

"Hai avuto molte schiave?" mi chiese, interessatissima.

Non era facile distinguere in quali casi quella definizione fosse
appropriata. Non sempre le cose sono così semplici. Feci una specie di
media e sparai un numero a caso.

"Una mezza dozzina."

"Continui a vederle?"

"No." Anche questo non era perfettamente vero. Ma era una buona
approssimazione.

"Perché è finita con loro?"

"Mah... Sai... Io, dopo un po', di una stessa schiava mi stufo..." dissi
serio.

Spalancò gli occhioni spaventata. Le sorrisi, per tranquillizzarla.
Capì, e mi sibilò: "Brutto bastardo...", sia pur con una nota amorevole
nella voce. Volle baciarmi ancora, stringendomi forte, come se volesse
comunicarmi "Non ti illudere, io non ti mollo".

"Parliamo di te, ora" le dissi. "Da quanto hai fantasie di sottomissione?"

"Da sempre credo. E non mi sembra vero poterle finalmente vivere."

"E prima?"

"Prima sognavo... E leggevo..."

"Cosa?"

Sì alzò dal letto, e ritornò qualche decina di secondi dopo, con uno
scatolone pieno di carta. Libri, riviste, giornaletti, fumetti, tutti in
tema sadomaso. Lo posò sul letto e mi invitò a curiosare.

"Questo è un po' l'arsenale delle mie fantasie..."

"Ma Michele lo sa?"

"Sì... ha anche cercato di sfruttare la cosa, provando a farmi da
master... Un pianto! Povero Miki, non sa nemmeno da dove cominciare..."

Ridacchiai immaginandomi la scena.

"Per non ferirlo gli ho detto che come fantasie queste cose mi
stuzzicano, ma farle davvero mi spaventa. Lui è stato comprensivo, ha
lasciato perdere, e non ci fa troppo caso se ogni tanto mi do a certe
letture."

Pescai a caso nello scatolone. Mi capitò tra le mani un albo a fumetti
vintage. Roba degli anni '70. "E' materiale da collezionisti" mi spiegò.
"Talvolta si fanno ottimi affari cercando tra scartoffie di cantine
svuotate e cose simili."

Cominciai a sfogliare. La qualità del disegno e della stampa non era
granché, ma nemmeno proprio da buttare. Senza leggere troppo capii a
grandi linee l'ambientazione e la trama. Un collegio femminile in cui le
allieve venivano sottoposte a punizioni e sevizie da parte del
personale, docente e non. Polsi e caviglie legate, frustini e bacchette
di legno, angherie e pubbliche umiliazioni, erano gli ingredienti più
gettonati.

"Hai scelto uno dei miei preferiti... Non sai quante volte mi sono
toccata leggendo quella storiaccia..."

La protagonista era una biondina dal visino ingenuo e angelico, da
adolescente.

"Ti raffiguri in lei?" chiesi a Luisa, indicandola.

"Non le somiglio molto, vero?" sogghignò.

Poche pagine più avanti la biondina era oggetto delle attenzioni di una
severa istitutrice, una fatalona altissima, tettoruta, con stivali neri
e lucidi dal tacco affilato e chilometrico. La biondina veniva al solito
legata e fustigata senza pietà. Poi la fatalona la prendeva per i
capelli e si sbatteva quel visetto angelico e contrito, rigato da
copiose lacrime, tra i peli del pube, costringendo l'angioletta a
sollazzarla di lingua.

"Anche questa parte ti ecciti a leggerla?" chiesi a Luisa.

"Da morire" sibilò. "Ti sorprende? In fondo dovresti aver già visto che
non ho preclusioni per i giochi tra ragazze..."

"Quindi l'idea di essere dominata da una mistress donna..."

"Mi fa bagnare come un tombino ingorgato... Ma il massimo per me è
questo..."

Girò una mezza dozzina di pagine avanti. Il biondo angioletto era ora
preda contemporaneamente delle sevizie della fatalona di prima, ma anche
di un cattivissimo e cazzutissimo professore. Dopo la solita serie di
punizioni, umiliazioni e maltrattamenti, i due crudeli educatori si
dedicavano in modo sempre crescente ad abusi di tipo sessuale. Il cazzo
grottescamente sproporzionato del prof lacerava ogni buchino disponibile
della malcapitata, mentre più o meno contemporaneamente anche la tipa
sfruttava la lingua e il corpicino della giovincella per trarne ogni
perverso piacere lesbico.

"Mamma mia..." sussurrò Luisa. "Non sai quanto mi faccia impazzire
questa scena. E me ne immagino a migliaia di simili per conto mio..."

In quel momento mi si accese una lampadina nella testa. Forse
"lampadina" è poco. Diciamo una supernova di tipo uno. Cominciai a
ridere, irrefrenabilmente.

"Cos'hai da ridere?"

"Eh... E' una storia un po' lunga..."

"Dimmela lo stesso!" fece lei curiosa.

"Certo che te la dico! Solo... Dovrò partire proprio dal principio,
temo. Ma va bene così."

Luisa mi guardava con attenzione. Feci un lungo respiro e cominciai.

"Dunque, Luisa, devi sapere che Giorgia e io, in realtà..."

* * * * *

Pochi giorni dopo...

"Cosa sta succedendo, Marco? Non ci sto capendo niente..." disse Giorgia
agitata.

"Niente di particolare. Perché mi fai questa domanda?" risposi
tranquillo mentre pilotavo la macchina nel traffico, con lei al fianco.

"Come sarebbe a dire 'niente di particolare'? Ti sei presentato da me
all'improvviso, mi sei venuto a prendere in macchina... Non era mai
successo, prima! Non bastava una telefonata, come al solito? Potevo
anche venire da sola... E poi cos'è questa fretta? Mi ero fatta un po'
di spesa, potevamo vederci dopo cena. Ho dovuto mettere tutto nel
surgelatore..."

"Diciamo che ho una una piccola sorpresa per te..." concessi.

"Sarà..." rispose scettica. Ma io sghignazzavo.

"Eccoci qui. Ebbene? Mi vuoi spiegare?" disse, appena messo piede nel
mio appartamento.

"La sorpresa è in camera da letto..." le dissi, e feci un gesto in
quella direzione come se avessi avuto in mano una fantomatica bacchetta
magica.

"Marco, se è uno scherzo dei tuoi... Non sempre il tuo senso
dell'umorismo è gradevole come tu credi..."

"Vai tranquilla, ti dico."

Appoggiò titubante una mano sulla maniglia della porta. Mi guardò
ancora, poi aprì.

Dentro c'era Luisa. In ginocchio sul pavimento, agghindata come suo
solito con biancheria sexy da urlo, ma stavolta sufficientemente
spartana, come si addice ad una schiava. Aveva un collare di pelle nera
intorno al collo e teneva le mani intrecciate dietro la schiena come se
avesse i polsi stretti da manette. In realtà era libera, ma la posa
accentuava l'aria di sottomissione.

Appena Giorgià entrò, Luisa sussurrò con intonazione perfetta la frase
che aveva preparato.

"Buonasera, mia adorata Padrona. Sono qui per servirti in ogni modo.
Obbedirò docile a qualunque tuo comando. Abusa di me a tuo piacimento."

Giorgia fu scossa da un tremito. La mascella sembrò sul punto di caderle
sul pavimento. La sua espressione sbigottita era uno spettacolo. Luisa e
io ci scambiammo un'occhiata complice.

Ma Giorgia non mi deluse. Sapevo che era una donna intelligente, e dopo
essersi presa qualche secondo per elaborare, intuì quello che c'era da
intuire e rispose con la frase giusta. La voce non era ferma e sicura,
ma glielo si poteva concedere.

"A-avrai quello che ti meriti, cagnetta! Due minuti e sono da te!"

Tornò un passo indietro e chiuse la porta, ma non abbastanza velocemente
da impedirmi di scorgere Luisa che mi stava strizzando l'occhio,
sorridendo soddisfatta.

"Vuoi dirmi per favore cosa cazzo sta succedendo?" mi disse. Ma non
riusciva a mostrarsi incazzata come avrebbe voluto. L'oggetto principale
dei suoi desideri sessuali le aveva appena offerto i suoi servigi, e non
era certo una brutta notizia, a prescindere dalle condizioni al
contorno. Sprizzava contentezza da tutti i pori.

"Non ho niente da spiegarti, Giorgia. Hai capito benissimo come stanno
le cose, e la risposta che hai dato prima lo conferma. Poi con calma ti
racconterò i dettagli, ma ora ti sembra forse il caso di far aspettare
la tua schiava, così ansiosa di servirti?"

"Sì, ma come..."

La interruppi, sorridendo.

"No, no. Spiegazioni dopo. Ora vai e divertiti."

Esitò, come se ancora non riuscisse a realizzare. "Oh beh, allora...
grazie!" e stava per andare.

"Ma come? Grazie e basta?" feci io, fingendomi offeso.

Mi guardò con una smorfia strana. "Mmmm... Capisco quello che vuoi
dire... Eh già, ora non sarò più in condizione di dirti di no... Dovrò
dartela tutte le volte che me la chiedi... E tu ne approfitterai come un
bastardo, vero?... E' questo il prezzo da pagare?"

Feci un sorriso angelico. "Come puoi pensare una cosa del genere di me,
Giorgia? Come puoi pensare che a me piacerebbe, contro la tua volontà?
Quello che ti faccio è il dono di un amico. Se poi senti proprio di
dovermi ringraziare, allora semplicemente promettimi di farlo con me
tutte le volte che senti di volerlo, di volerlo davvero, senza importi
sciocche rinuncie, e io sarò più che soddisfatto. Non chiedo altro."

Pensavo di aver detto una cosa abbastanza banale. Invece Giorgia ne
sembrò colpita. Mi rivolse un sorriso dolcissimo e mi sussurrò "E va
bene. Puoi contarci. Promesso!", con lo stesso identico tono accorato
con cui Cenerentola disse "Sì" quando sposò il Principe Azzurro.

Ma fu un attimo. Un secondo dopo la consueta piccante ironia tornò a
balenare nei suoi occhi.

"Uhm... Se i termini sono questi, temo che la vedrai molto raramente,
amore mio..."

"So bene quali sono i rischi" replicai nello stesso tono, "ma sono
piuttosto ottimista. Ultimamente, non so se ci hai fatto caso, ma ci
stiamo divertendo insieme con una certa frequenza. Credo ti stia venendo
un discreto appetito per il cazzo, amore mio..."

"Stai andando incontro a una bruciante delusione, amore mio. I miei
gusti sono altri. E, a tal proposito, credo proprio di doverti salutare,
ora. Ho un impegno che mi aspetta, e devo scappare." Tornò a girarsi e
afferrò la maniglia della porta. "Ricordati, Marco, che io sono lesbica.
Sempre lesbica" e chiuse la porta della mia stanza da letto alle sue spalle.

"Sempre lesbica!" sussurrai sorridendo, rivolto alla porta chiusa.

Lasciai le ragazze da sole e mi organizzai in cucina una cenetta veloce,
ramazzando un po' di avanzi dal frigo. Era meglio permettere che
rompessero bene il ghiaccio tra di loro senza intromettermi. Dai
rumoretti che filtravano sembravano divertirsi parecchio tutte e due, e
la cosa mi faceva davvero piacere.

Più o meno tre quarti d'ora dopo la porta si aprì.

"Marco? Vieni a farci un po' di compagnia?"

Era finalmente arrivato anche il mio momento.

Non trovai una situazione molto ben delineata per quanto riguarda i
ruoli, ad essere franco. E' quello che succede con le mistress (e i
master) alle prime armi. Non riescono a tenere a lungo il ruolo e si
lasciano andare al piacere e basta. Non dubitavo però che col tempo
Giorgia avrebbe imparato, e avrebbe offerto a Luisa le esperienze sub
estreme e intense che desiderava.

Quella sera però quando tornai nella mia stanza da letto non si capiva
se c'erano ancora una padrona e una schiava e chi fossero, meno che mai
si capiva come mi sarei dovuto inserire in tali gerarchie. C'era solo un
letto sfatto, pieno di fiche, tette, culi, bocche e lingue che
spuntavano fuori da ogni dove e mi aspettavano invitanti. Mi buttai a
pesce senza farmi troppi problemi, e fu sicuramente la mossa più giusta.

* * * * *

Questo splendido ménage à trois andò avanti a lungo. Luisa era spesso
libera per via delle frequenti trasferte di lavoro di Michele in giro
per l'Italia, e io e Giorgia non mancavamo nessuna occasione per
spupazzarcela. A turno, separatamente, oppure insieme.

In realtà sarebbe stato possibile divertirci ogni volta tutti e tre
contemporaneamente. Ma spesso mi piaceva concedere a Giorgia la
possibilità di avere la bella mora tutta per sé. Giorgia apprezzava
molto, e con estrema signorilità non mancava mai di ricambiare il
pensiero. Eravamo come due bravi fratellini che si spartiscono il
giocattolo senza litigare.

A Luisa non dispiaceva essere gestita come un giocattolo, anzi per lei
era fonte di eccitazione estrema sentirsi un oggetto di cui i suoi
padroni disponevano a piacimento passandosela l'un l'altra. Spesso
quando era libera e veniva da me non sapeva nemmeno se sarebbe stata
vittima dell'uno, dell'altra o di entrambi, se ci saremmo alternati o se
avremmo abusato di lei in contemporanea, e questa incertezza le dava un
certo brivido. Soprattutto quando subiva le prime sevizie da bendata,
senza sapere bene da chi provenissero.

Naturalmente le sessioni più divertenti erano quelle con il trio al
completo, dove generalmente la disposizione e l'assegnazione dei "ruoli"
fu sin dall'inizio più dinamica e flessibile. Alla fine, tra una volta e
l'altra, provammo tutte le combinazioni possibili, sia con due dom e un
sub, sia con due sub e un dom. Luisa si rivelò strepitosa anche come
mistress. Giorgia, che in poco tempo era diventata una mistress abile e
micidiale, seppe interpretare il ruolo di slave con grande entusiasmo;
non solo quando serviva Luisa, come era prevedibile, ma a sorpresa anche
con me. Essere costretta dal ruolo ad accettare i miei abusi sessuali
etero, molti dei quali per lei assolutamente inediti, sembrava eccitarla
moltissimo. Anche se poi stava per settimane a rinfacciarmelo, né
mancava di vendicarsi senza pietà, ma sempre con un tocco di morbosa
originalità, quando era il mio turno di stare sotto. Per quanto invece
mi riguarda, non vi sorprenderà sapere che avere per una notte intera
due schiave al proprio comando è una bella soddisfazione per un uomo, a
maggior ragione se si tratta di due fiche di quel livello. Ma vi
garantisco che anche servire due belle padroncine, complici, perverse e
assatanate, come unico devoto e umile schiavetto sottomesso, può
riservare emozioni mica male.

Presto, paga degli intensi sollazzi clandestini, Luisa manifestò a
Michele il proprio totale disinteresse per ogni ulteriore esperienza di
scambismo, e gli annunci scomparvero subito dai siti specializzati.

Mi sentivo un po' in colpa per Michele: non solo gli fottevamo la moglie
in due a sua insaputa, ma indirettamente per causa nostra gli venivano
tolte anche le altre occasioni di divertimento trasgressivo. Luisa mi
rassicurò. C'erano pesanti indizi a sostegno del sospetto che anche il
buon Michele durante le frequenti trasferte di lavoro avesse le sue
brave distrazioni, mercenarie o compiacenti che fossero. E tutto sommato
andava bene a tutti così. Forza Michele! Dacci dentro, vecchio mio!

La complicità nel rapporto a tre con Luisa strinse ancora di più il
legame tra me e Giorgia, al punto che un bel giorno lei propose di
trasferirsi a vivere da me, contribuendo al 50% alle spese di affitto,
condominio, consumi vari. Un bel risparmio per entrambi, ma la proposta
aveva un significato che andava oltre le convenienze economiche. Ci sono
casi in cui una donna e un uomo sentono di stare bene insieme, a
prescindere di quello che succede nell'ambito strettamente sessuale.
Ovviamente accettai con entusiasmo. L'appartamento dove vivevo era
abbastanza comodo per due persone.

Ci volle poco perché il resto del mondo cominciò a considerarci una
delle tante coppie conviventi. Noi non scoraggiammo la cosa, ché in
fondo faceva comodo a tutti. Gli amici mi invidiavano una compagna bella
e in gamba come Giorgia, e anche i miei famigliari l'accolsero a braccia
aperte, soprattutto i miei vecchi che da anni insistevano perché mi
trovassi una ragazza fissa e "mettessi la testa a posto". Ma in modo
nemmeno paragonabile all'entusiasmo che mostrarono verso di me i
genitori di Giorgia. Mi adottarono davvero come un figlio. Non
dimenticherò mai la sera che andammo a cena da loro e il suo papà mi
prese in disparte e mi confidò "Ma lo sai che io e mia moglie temevamo
seriamente che Giorgia fosse lesbica?"

Giorgia ed io dormivamo nello stesso letto, come già succedeva in
precedenza quando capitava che uno dormisse in casa dell'altro. Ma
l'intimità tra noi due era un capitolo completamente diverso rispetto a
quello che succedeva con Luisa, quasi come se la presenza dell'amica e
del gioco sub/dom compensasse e giustificasse dal punto di vista di
Giorgia qualche trasgressione in senso etero. Quando era sola con me, ci
teneva a mantenere la sua identità sessuale, e io in questo la capivo e
la rispettavo. Però talvolta capitava di scopare anche stando da soli, e
quelle rare volte per me erano davvero speciali, proprio perché non
erano un "dovere coniugale", ma un dono raro e prezioso che lei
occasionalmente aveva voglia di farmi. E forse di fare anche a se stessa.

In compenso era abbastanza generosa con i suoi "pompini nu-jazz", per i
quali nel tempo aveva raffinato la tecnica. Si vedeva che provava una
certa soddisfazione a farmi impazzire con la bocca. Pretendeva però che
fosse lei a offrirsi e mai io a richiedere più o meno indirettamente il
servizio. Trovava fastidiosissimo che esplicitamente o subdolamente
cercassi di indurla in tentazione. Se invece riuscivo a mostrarmi del
tutto indifferente alla possibilità di rimediare qualcosina,
puntualmente la serata si concludeva in gloria. Una volta capito il
trucco la cosa cominciò a capitare piuttosto spesso.

Ma quello che succedeva a letto tra Giorgia e me da soli era comunque
sempre solo un dettaglio secondario. Le nostre esperienze più intense
erano sempre quelle che facevamo con altre donne, talvolta
separatamente, molto più spesso insieme.

Pur continuando a frequentare regolarmente la sempre calorosissima
Luisa, Giorgia infatti fu presto presa dalla fregola di tornare a caccia
di qualche giovincella etero da iniziare ai piaceri lesbici. Mi spiegò
con entusiasmo che aveva due carte vincenti in più per aver successo
nella caccia. Prima di tutto le esperienze da dominatrice. "Non sai
quante ragazzette hanno la fantasia proibita di avere a che fare con una
mistress severa e inflessibile..." E la seconda?

"La seconda è l'asso di briscola..." mi disse allusiva.

"E cioè, sarebbe?"

"L'asso di bastoni..." spiegò ammiccando.

Ancora non ci arrivavo.

"Il tuo cazzo, cretino!"

Non riuscivo a capire come le potesse essere utile. "Alle pischelle il
cazzo grosso piace. A prescindere dalle fantasie sub e dalle tentazioni
lesbo. Tu fidati e lascia fare a me..." spiegò. E pretese di prendere
una mezza dozzina di foto del mio fratellino in stato di grazia.

Non ho la minima idea di come le utilizzasse, di quale fosse la fase
della partita in cui calava il suo "asso di bastoni". Fatto sta che come
per incanto da quel momento in poi casa nostra la sera cominciò ad
essere un viavai continuo di giovani signorine, avvenenti e porcelline,
intorno ai vent'anni, tutte rigorosamente etero e sentimentalmente
impegnate, che venivano a godersi l'esperienza lesbo-sado-maso, con
abbondante contorno di cazzo, che Giorgia e io in tandem offrivamo. Lei,
come "Mistress Giò", divenne presto una specie di leggenda, ed era
richiestissima. Ma anche del suo compagno/complice "Mr. AceOfClubs" si
parlava piuttosto bene. Spesso a queste serate con giovane ospite da
svezzare partecipava anche Luisa. Non ci si annoiava per nulla, ve lo
garantisco.

Come ultima ciliegina del lieto fine, un bel giorno la piccola Mara
tornò a farsi viva con Giorgia, e successero un bel po' di cose
particolari e intriganti. Ma questa è un'altra storia. Ve la racconterò,
semmai, in un'altra occasione.


Xlater

xlater[a]hotmail.com
http://www.xlater.net
ipotesi
2009-11-10 12:24:33 UTC
Permalink
Post by Xlater
Quella che segue è la settima e (finalmente) ultima puntata del mio
nuovo racconto "Giorgia". Chi non trovasse le puntate precedenti qui sul
http://www.xlater.net/giorgia
la verità? Letto il tutto con attenzione, ed anche riletto, non mi ha
entusiasmato. Ovviamente la scrittura è di ottimo livello, alcune
situazioni interessanti, ma il complesso " poco credibile" , stiracchiato,
come artificioso. Almeno per me, off course. L'ho trovato un esercizio
letterario, poco coinvolgente sul piano emotivo...
Il tutto con la stima e la simpatia immutate che nutro per il signor
moderatore!;))))


ipotesi
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ***@newsland.it
Xlater
2009-11-10 23:17:33 UTC
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Post by ipotesi
la verità? Letto il tutto con attenzione, ed anche riletto, non mi ha
entusiasmato.
Ipotesi, non è che per caso ti andrebbe di entrare un po' più nello
specifico e nel dettaglio con le tue osservazioni, renderle un pochino
più puntuali e approfondite, motivarle un minimo, per permettermi di
capirne meglio il senso, e poter eventualmente risponderti in modo adeguato?

Naturalmente vale la pena perderci tempo solo se pensi che possa uscirne
fuori qualcosa di abbastanza interessante.

Altrimenti lascia perdere. Posso benissimo accontentarmi del tuo
commento anche così com'è. Non c'è nessun problema. ;-)

Grazie in ogni caso per aver letto (ed anche riletto!) il racconto.
Peccato che non ti sia piaciuto... :-(
Speriamo che il prossimo ti piaccia di più. :-)


Xlater
ipotesi
2009-11-12 12:39:31 UTC
Permalink
Post by Xlater
Ipotesi, non è che per caso ti andrebbe di entrare un po' più nello
specifico e nel dettaglio con le tue osservazioni, renderle un pochino
più puntuali e approfondite, motivarle un minimo, per permettermi di
capirne meglio il senso, e poter eventualmente risponderti in modo adeguato?
Ecco...entrare nello specifico. Ci provo ma solo un poco, perchè leggere
qualcosa, un libro, un racconto, un sonetto è qualcosa di " globale" che
evoca, suscita, connette, sintonizza varie cose.
Dal livello formale della scrittura all'uso più o meno accurato della
sintassi; delle aggettivazioni alla cura della scelta delle parole,
dall'ambientazione della storia ai particolari rilevanti. Solo attraverso
il " tutto " poi formulo il mio pensiero, che ovviamente é mio, non
pretende di essere oggettivo, é relativo al contesto ed anche al momento
della vita in cui sono, come sempre accade. Una fotografia del momento.

Arrivando al tuo racconto, sempre IMO: la storia dell'omosessualità di
Giorgia é poco credibile, all'inizio poco, dopo sempre meno: non è
convincente, come dire, l'uso che lei fa del lui narrante per raggiungere
l'oggetto del desiderio; sembra che le piaccia molto anche fare l'amore
con lui e quindi sarebbe stata più credibile una signora bisex ( ma
ovviamente, ai fini del racconto, sarebbe stato un elemento meno
originale !) .

Poi i particolari, troppo descrittivi anche se inutili, a volte
ridondanti, ( quello del nocino offerto in quel particolare frangente, e
poi richiesto dal protagonista in contesto simile anche per me " elemento"
alquanto ridicolo), come certe ripetizioni nei dialoghi; e nessuna
contestualizzazione di quello che questi personaggi fanno o sono a parte
il sesso. Il personaggio, IMO, vive anche per ciò che traspare da altri
particolari, ed acquista forza e credibilità se gli elementi ,
complessivamente, sono sinergici.

Poi il metalinguaggio: cioè il tono della narrazione. Nella valutazione
dell'impatto emotivo di una storia il tono è cruciale: quello che da il
colore, ed il calore. Nella scelta delle parole, nelle pause, nei piccoli
passaggi fra un argomento ed un altro, cioè negli interstizi del narrare.
E come quando si parla: ci piace colui o colei che oltre al contenuto, usa
un "modo" che fa la differenza.Le parole sono il contenuto, le emozioni
sono il modo.

Non ho trovato nè provato grandi emozioni nella lettura, tranne forse nei
dialoghi non sessuali con Giorgia, e il sentire è per me qualcosa che
nella lettura tocca corde profonde. Ho appena terminato un libro di
Michela Murgia, " Accabadora " che è stata tutto un sentire, malgrado la
scrittura rigorosa e severa.

Non so se ho aggiunto elementi e se mi sono spiegata, spero di sì: e
comunque che non piaccia un racconto a me non significa che non sia
interessante, no?

Bacio

I.
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
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Xlater
2009-11-12 23:47:26 UTC
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Post by ipotesi
Ecco...entrare nello specifico.
Per quanto riguarda il discorso dell'omosessualità di Giorgia ti rimando
a quanto ho scritto in risposta al commento di giulia. Vale in
particolare il discorso degli stereotipi. Tu leggi nel racconto "Giorgia
è lesbica" e da quel momento in poi scattano tutta una serie di norme
rigide da rispettare, basate sui tuoi stereotipi, pena la "poca
credibilità".

Il problema è che la gente gira con un pacco di etichette in tasca e non
chiede di meglio di trovare qualcosa cui appiccicare le proprie etichette.

Quello che davvero rivela il racconto è che Giorgia è una ragazza che
dice di essere lesbica. Questo è quanto. Che lo sia o che non lo sia uno
può giudicarlo da solo, leggendo il racconto. In realtà il racconto
avrebbe raggiunto il suo scopo se chi legge si fosse accorto di quanto
sia ridicolo porsi una domanda del genere. Misurare il lesbismo di una
donna, e poi concludere "sei lesbica al 67,31%". Io lo troverei abberrante.

Andiamo avanti... Ehi! Cosa vedo?? Il Nocino e il Contesto?
Ma cosa hai combinato, ipotesi? Hai copiato il compito di farfallina?
Non sono mica cose che si fanno, sai? Non vi faccio più stare vicini di
banco se fate così! ;-)

E poi, dai! Copiare proprio da farfa! Ti ha detto bene che almeno sul
Nocino ci abbia preso. Ma poteva benissimo aver scritto "Sambuca"! ;-))

Comunque smazziamoceli questi argomenti, se no se li accatta subito
qualcun altro e stiamo da capo a dodici.

Il Nocino. Cosa ci sia di tanto ridicolo, lo sapete solo voi. Michele è
a casa sua, ha appena avuto un bell'orgasmo. C'è chi si fa la
sigarettina, lui vuole farsi un goccino del suo liquore. E' così
assurdo? Siccome è un padrone di casa cortese, decide di offrirne un
po'. Non a Luisa, che non lo beve (a molte donne non piacciono gli
alcolici forti), non a Giorgia che ha la bocca impegnata, ma a Marco sì.

E' in tono con il personaggio. Michele ama sfoggiare le sue esclusive,
il suo "intendersi di", il suo saper trovare pezzi pregiati di qualsiasi
cosa. E' coerente col fatto che Michele cerchi di "conquistarsi" la
benevolenza di Marco, affinché accetti lo scambio. Io davvero non ci
trovo assolutamente nulla di strano. Forse nelle vostre case non si usa
offrire da bere a chi viene a visitarvi? Che tirchioni che siete!!

Chiaramente la cosa mi fa comodo nella narrazione. Mi piace evocare il
senso di beatitudine di Marco mentre riceve l'atto orale da Giorgia, col
bicchierino in mano. Ho sempre trovato che fumare o bere qualcosa di
buono mentre si riceve un omaggio orale sia eccitante. Trovo eccitante
anche che una donna fumi, o beva, mentre sono io a sollazzarla. Non mi
sembra una stranezza clamorosa.

Inoltre mi piace moltissimo come il nocino torni a fare capolino nel
seguito del racconto. Mi ha divertito molto scrivere quelle parti, e so
che c'è chi si è divertito a leggerle. Poi può piacere o non piacere.
Incentrare la critica di un racconto di 160KB sul fatto che uno offre un
liquore ai suoi ospiti, questo sì mi sembra un po' ridicolo. Ma non è un
problema mio.

La "contestualizzazione" dei personaggi. Contesto (voce del verbo
contestare) che sia necessaria per dare forza e credibilità ai
personaggi stessi. Guardati intorno, ipotesi. Siamo in un newsgroup. Ci
sono decine di persone che partecipano di cui conosci solo il nick. Non
sai che lavoro fanno, che macchina hanno, di quale banca sono clienti.
Eppure non per questo sono personaggi meno forti e credibili. Prendi la
nostra giulia: ti sembra un personaggio poco forte e credibile? Non
trovi che abbia caratteristiche che ti permettono di stimarla, di
affezionarti a lei, di trovarla simpatica, o antipatica, ma comunque
sicuramente sentirla "vera", presente, viva? Eppure cosa sai del suo
"contesto"? Sai quanti anni ha? Sai dove lavora? Sai quanto guadagna?
Sai che macchina ha? Sai come si veste?

Approfondiamo. Il "contesto sociale" è un elemento che arricchisce una
situazione erotica, o piuttosto la impoverisce?
Io dico che la impoverisce. Magari il dottore che ama fottersi le
infermiere potrebbe non essere d'accordo. Che gusto ci sarebbe, si
chiede, se io non fossi dottore e lei non fosse infermiera? Vedi che il
contesto sociale è importante?

Ma io non la penso così. A me piace essere un uomo con una donna e
lasciare il contesto assolutamente fuori dalla camera da letto. Poi, se
con la donna c'è la giusta intesa, posso benissimo divertirmi a giocare
al dottore e l'infermiera. Di più! Possiamo anche essere la dottoressa e
l'infermiere, o addirittura lei il dottore e io l'infermiera. O il prof
e l'alunna, o la prof e l'alunno, o tante altre combinazioni quante ce
ne vengono in mente. Se invece ti porti in camera da letto il dottore e
l'infermiera, sempre quello restano.

Questo per quanto riguarda il contesto sociale. Se poi devo spendere due
righe per contestualizzare un personaggio, ebbene preferisco farlo per
parlare dei gusti musicali di Marco, piuttosto che specificare se lavora
in banca o alle poste. Preferisco dire che in frigo tiene della birra
scura, piuttosto che specificare quanto prende in busta paga o che
macchina abbia.

Se scorriamo tutto il racconto, vediamo che alla fine di cose sui
personaggi se ne scoprono molte. Per dirla tutta, a me sembra che i
quattro personaggi siano tutti e quattro molto ben caratterizzati,
coerenti e credibili. Credo che per chi abbia letto il racconto non sia
affatto difficile raffigurarseli, vederli, e "riconoscerli" nei loro
comportamenti, puntata dopo puntata. In qualche caso persino
affezionarsi a loro, nelle loro particolarità, nei loro eccessi, nelle
loro contraddizioni, come ne hanno le persone vere. E penso anche che
copiare il compito di farfallina sia la cosa peggiore che potesse
venirti in mente.

Passando al resto del tuo commento, lasciami sorvolare sulla parte del
"metalinguaggio". Detta così è aria fritta, consentimi. Dici cose in
assoluto condivisibili, ma che restano lì sospese per aria. Non ti piace
il metalinguaggio usato nel racconto? Non me ne faccio niente, detto
così. Prova a descrivere come sia secondo te il metalinguaggio che il
racconto usa, spiega perché secondo te non va bene, e prova a suggerire,
considerata la tipologia di racconto, quale metalinguaggio avresti usato
tu per il meglio. Questa sarebbe una critica utile a qualcosa,
costruttiva. Altrimenti chiunque può dire a chiunque "usi un
metalinguaggio orrendo". Ma resta lì, non significa nulla e non serve a
nulla.

A proposito, visto che ti piace questo tema, fai un analisi del
metalinguaggio del tuo primo commento. E dimmi se non ti sei meritata il
metalinguaggio della mia prima risposta...

Infine la parte sulle emozioni.

E' abbastanza evidente che la tonalità emotiva del racconto è quella
(possiamo chiamarlo così) di un "divertito distacco". C'è un divertito
distacco nel tono in cui la voce narrante parla degli eventi in cui si
ritrova coinvolto. Forse c'è persino un divertito distacco tra me che
scrivo e lui che racconta. Un doppio strato di divertito distacco.

Può essere vero che ho scritto racconti più intensi e coinvolgenti. Ma
il divertito distacco è pur sempre un'emozione, e comunicare un
divertito distacco rientra a pieno titolo nel comunicare emozioni. Un
racconto improntato a divertito distacco secondo me può essere comunque
piacevole e divertente da leggere.

Ma la storia potrebbe non finire qui. Un'amica lettrice, di solito molto
acuta nelle sue analisi (e non solo dei racconti miei), mi ha parlato di
una sua particolare lettura di questo racconto. Secondo lei questo
divertito distacco è soprattutto una patina superficiale. Che ha delle
lacune, dei buchi, delle crepe, attreverso cui invece filtrano delle
note un po' tristi, malinconiche. I due che si incontrano a capodanno
entrambi reduci da una delusione sentimentale. I racconti di precedenti
esperienze finite male da parte di Giorgia. Gli ossessivi riferimenti
che fa Marco, mentre narra, a donne che l'avrebbero abbandonato in
passato. Troppi indizi, sostiene lei, per essere un caso.

Allora, ipotizza lei, forse questo racconto improntato al divertito
distacco potrebbe essere un tentativo da parte mia di esorcizzare un
dolore. Un dolore che comunque non riesco completamente a sgomberare dal
campo e che qui e là finisce per filtrare.

Potrebbe persino essere vero. Dovrò prima o poi trovare il coraggio di
chiedermelo seriamente e di rispondermi. Ma non è questo il punto.

Il punto è che ci sono molti modi diversi di rapportarsi ad uno scritto.
Ci si può mettere in modo più o meno ricettivo. Sicuramente il modo
peggiore è quello di chi si mette a leggere pensando già al commento che
dovrà fare, e magari sapendo già che tipo di commento dovrà essere. Non
è detto che sia questo il caso, ma so che a volte succede.

Un racconto può avere tutto quello che serve, ma se chi legge non si
mette nello stato mentale giusto, c'è poco che il racconto possa fare.
Almeno un racconto scritto da me, con i miei limiti.

Un saluto, e grazie!

Xlater
ipotesi
2009-11-13 11:13:52 UTC
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Xlater ha scritto:


----.é abbastanza evidente che di metalinguaggio tu non ne sappia molto
perché il metalinguaggio
" non si può usare per il meglio ". Il metalinguaggio è appunto " meta"
rispetto al linguaggio e connota e definisce il tono delle comunicazioni.
Se vuoi te ne fornisco ampia bibliografia;))))
E' inoltre evidente, dal tuo di metalinguaggio, che non ami le critiche, e
quali siano costruttive o no è un tuo personale catalogo. Difficile
azzeccarla con i cataloghi personali , anzi, è sempre facile non
azzeccarla.

Rispetto a Farfa, ebbene sì, confesso: ci siamo scambiati mail ( e non
solo!!!!) per poter stabilire che ti avremmo criticato sul nocino, dato
che entrambi lo detestiamo e amiamo invece il mirto. Che ci vuoi fare? De
gustibus----.

La Giulia? Me la immagino altissima, capelli neri corvini, tutina di latex
aderentissima, frustino in mano e aria trucida da padrona cattiva--.Come
immagino te, piccolo, tarchiato e pelato. Forse anche lievemente pingue,
tanto fiscale e appena un `anticchia boriosello--.

Ma adoro i tuoi sonetti, ed ho amato l'ultimo racconto della Nostra. Ma tu
e lei, ed io siamo veri.
Siamo persone e non personaggi, e questa è la differenza--..

Ipotesi allegra


NB: le cose migliori le hai scritte negli ultimi righi di questa tua a cui
rispondo....ma te le ha stimolate un'amica.....
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ***@newsland.it
Xlater
2009-11-13 21:36:01 UTC
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Post by ipotesi
----.é abbastanza evidente che di metalinguaggio tu non ne sappia molto
perché il metalinguaggio
" non si può usare per il meglio ". Il metalinguaggio è appunto " meta"
rispetto al linguaggio e connota e definisce il tono delle comunicazioni.
Se vuoi te ne fornisco ampia bibliografia;))))
Mi farebbe davvero piacere se lo facessi. Sicuramente ne sai più di me.
Mi dai un'occasione unica per documentarmi un po'. Anche perché ti
confesso che qualche perplessità ce l'ho.

Ho incontrato quel termine quando mi sono occupato di logica applicata
all'informatica, e in quel contesto significa "linguaggio per la
definizione di linguaggi". "Metalinguaggio", sempre più o meno nello
stesso ambito, è uno dei concetti centrali nel libro "Godel Escher Bach,
un'eterna ghirlanda brillante", che per un periodo parecchi anni fa
lessi e rilessi a ripetizione.

In ambito linguistico, che io sappia, si fa riferimento con
"metalinguaggio" a quelle situazioni in cui si "discute del linguaggio".
Discutere su cosa significhi un termine, sul perché se ne usi un altro,
significa fare metalinguaggio. In questo momento, in cui mi sto
chiedendo cosa significhi "metalinguaggio", sto facendo metalinguaggio.
Gli studi linguistici su Dante, per dire, sono quelli che studiano la
lingua che usava Dante. Gli studi metalinguistici su Dante, sono quelli
che si occupano delle parti dell'opera di Dante in cui lo stesso Dante
discuteva del linguaggio (tipo il "De Vulgari Eloquentia"). Che io sappia.

Che uno scritto possa comunicare qualcosa al di là del suo mero
contenuto semantico-lessicale mi sembra, ne converrai, la scoperta
dell'acqua calda. Ma non "al di là del linguaggio", bensì "al di là del
contenuto semantico-lessicale". E' un concetto un po' diverso, a mio
avviso. Un poeta che scrive una lirica comunica molte cose al di là del
significato letterale delle parole e delle frasi. Ma non "al di là del
linguaggio". Siamo sempre NEL linguaggio, secondo me. E' un uso
originale del linguaggio, un uso artistico, un uso estremo. Ma sempre
linguaggio è. IMHO.

Per questo mi torna strano che qualcuno abbia usato quel termine,
"metalinguaggio", per esprimere questo concetto. Perché è
etimologicamente improprio, e perché mi sorprende che abbiano "rubato"
un termine che in altri ambiti ha un significato così diverso. Aspetto
di conoscere i titoli dei molti testi che hai letto in merito per
sincerarmene.

Sia chiaro, non sto insinuando che tu possa avere usato una parolona
riempibocca senza saperne bene tu stessa il significato, con l'obiettivo
di darti un tono e di mettermi in difficoltà. Non mi sfiora nemmeno
lontanamente il pensiero. Nemmeno nella peggiore delle ipotesi (no pun
intended). Ora manderai il tuo elenco di testi di auctoritas, e nessuno
avrà più il minimo dubbio.
Post by ipotesi
E' inoltre evidente, dal tuo di metalinguaggio, che non ami le critiche, e
quali siano costruttive o no è un tuo personale catalogo. Difficile
azzeccarla con i cataloghi personali , anzi, è sempre facile non
azzeccarla.
I commenti ai racconti non hanno il privilegio dell'inviolabilità o
dell'indiscutibilità. Ognuno ha il diritto, l'autore in primis, di
verificarne la solidità degli argomenti. Quando qualcuno critica un
racconto deve prendersene tutte le responsabilità, e accettare che il
suo commento venga messo in discussione.
Trovo scorretto, e anche un po' da vigliacchi se posso dirlo, pretendere
di legare le mani all'autore con l'accusa "non ami le critiche!"
L'autore per me deve avere pieno diritto di replica, e se trova che le
critiche siano un po' povere di sostanza, ha tutto il diritto, direi il
dovere, di denunciarlo.
Quando c'è una critica motivata, argomentata, approfondita, non
pretestuosa, onesta, pienamente rispettosa anche se senza sconti,
l'autore può arrabbiarsi quanto vuole, ma è costretto a prenderla sul
serio. Non mi sembra davvero questo il caso.

Hai scritto un primo commento davvero penoso. Una mera sequenza di
rilievi immotivati, espressi in tono sprezzante. Senza uno straccio di
spiegazione, di motivazione, di approfondimento, di ragionamento.
Pensando in buona fede che ci fosse qualcosa di interessante dietro il
tuo pensiero, ti ho invitato ad essere più dettagliata e specifica nella
tua critica.

Invece sei subito apparsa in evidente difficoltà. Ti giuro che non sono
il solo cui hai dato questa impressione. Hai prima cercato di
minimizzare e relativizzare ("il momento della vita in cui sono..."),
poi sei andata a rubacchiare qui è là qualche spunto da altri commenti,
poi hai tirato fuori la parolona "metalinguaggio" e vedremo quanto a
proposito, ma comunque in modo del tutto generico e vacuo, per poi
rifugiarti, con la coda tra le gambe, nella sacra inviolabilità del
"parere soggettivo".

Io invece voglio sottoporti un dato oggettivo. Non c'è nulla, e
sottolineo nulla, nei tuoi interventi che dimostri che tu abbia letto
davvero il racconto, e non ti sia invece limitata a sbirciare negli
altri commenti. Non c'è la minima osservazione originale, la minima
elaborazione personale, il minimo riferimento inedito a qualcosa che sia
nel racconto. Non c'è la minima traccia di una lettura che sia davvero
"tua", di un'analisi che sia davvero "tua", di una sintesi che sia
davvero "tua", e che sia davvero collegata al racconto, e non un
ragionamento generico ed astratto. Nulla di nulla. Potresti davvero non
aver letto una riga del racconto per scrivere quello che hai scritto, ed
è il modo più immediato per misurare il valore di un commento.

Non mi piacciono le critiche, esattamente come non piacciono a nessun
altro, e aspetto qualcuno che scagli la prima pietra. Ma tu fammi avere
una critica argomentata, profonda, ragionata, scritta in buona fede,
frutto di una lettura magari severa e feroce, ma attenta e rigorosa, e
vedrai che magari a denti stretti, ma la rispetto.
Preferisco quello che mi dà un cazzotto in faccia, ma standomi di fronte
e guardandomi negli occhi, piuttosto che la bambinetta dispettosa che mi
molla il calcetto alle spalle sicura di farla franca, e che poi quando
viene presa per un orecchio non sa come giustificarsi e si inventa le
cose più assurde.

E' capitato spesso anche a me di scrivere su ISR un commento ad un
racconto altrui, positivo o negativo che fosse. Non ho mai avuto niente
da ridire che l'autore o chi altri contestasse le mie conclusioni, ed è
successo diverse volte. Ma nessuno è stato mai in grado di sostenere che
un mio commento non fosse frutto di una lettura attenta e approfondita e
di riflessioni non banalissime.
Vale anche per i commenti ai racconti tuoi, e spero che tu me lo voglia
riconoscere.

Se non tu, me lo riconosceranno altri. Ho la percezione che siano in
parecchi, in questi momenti, a spulciare su google alla ricerca dei miei
commenti passati ai tuoi racconti. Mossi, chissà come mai, da qualche
ingiustificatissimo sospetto.

Aspetto con grande curiosità la lista dei testi sul metalinguaggio in
letteratura, e ti ringrazio.


Xlater

P.S. Ti risulta che farfallina abbia mai scritto qualcosa sul
metalinguaggio? Mi tornerebbero tutti i conti...
Mybelline
2009-11-15 12:04:57 UTC
Permalink
"Xlater" <***@hotmail.com> ha scritto nel messaggio news:

Solo una prova di invio. Ieri non mi è riuscito

Chiedo scusa,

Mybelline
Xlater
2009-11-15 15:47:16 UTC
Permalink
Post by Mybelline
Chiedo scusa,
Mybelline
Sei perdonata. A te perdono tutto. Tu lo sai e, perfida, ne approfitti.
E io soffro...

X.
Mybelline
2009-11-15 18:56:28 UTC
Permalink
Post by Xlater
Sei perdonata. A te perdono tutto. Tu lo sai e, perfida, ne approfitti.
E io soffro...
Sei solo bravo a sparare belinate a gratis per fare il piaccione.
Buona serata amore mio bello, gioia della mia vita.

Tua Mybelline
Mybelline
2009-11-15 12:18:12 UTC
Permalink
Post by ipotesi
E' inoltre evidente, dal tuo di metalinguaggio, che non ami le critiche, e
quali siano costruttive o no è un tuo personale catalogo. Difficile
azzeccarla con i cataloghi personali , anzi, è sempre facile non
azzeccarla.
Da quale pulpito!!!
Hai scritto un primo commento davvero penoso. Una mera sequenza di rilievi
immotivati, espressi in tono sprezzante. Senza uno straccio di
spiegazione, di motivazione, di approfondimento, di ragionamento. Pensando
in buona fede che ci fosse qualcosa di interessante dietro il tuo
pensiero, ti ho invitato ad essere più dettagliata e specifica nella tua
critica.
Ma falla finita presuntuoso del belino mollo...
Ammiro IPOTESI che non ti risponde.
Questa è la cosa che ti fa maggiormente soffrire.


A me personalmente il tuo racconto fa un po cagare. Per niente lo hanno
letto 4 gatti ed alcuni da te sollecitati. Le tue critiche qui sotto poi mi
fanno pure vomitare. Dopo aver letto il commento di IPOTESI ero certa che
avresti risposto nel solito modo che ti è consono: da presuntuoso saccente.
Le critiche positive le ricevi solo in privato da tue fantomatiche amiche.
Te l'hanno mai scritto che sei solo un povero omunculo senza arte e ne
parte?
Ti saluto amore mio bello, un bacione sulle tue bellissime labbruzze da
bambino piagnone.

Tua, Mybelline


"L'amore che strappa i capelli
è perduto ormai
non resta che qualche svogliata carezza
e un po' di tenerezza" (Fabrizio De Andrè)
ipotesi
2009-11-15 15:20:40 UTC
Permalink
Xlater ha scritto:


Aspetto
Post by Xlater
di conoscere i titoli dei molti testi che hai letto in merito per
sincerarmene.
Te li invierò in privato se me li chiederai. Non fanno parte di una
dimostrazione di sapere che non intendo esporre qui. A disposizione.
Post by Xlater
Hai scritto un primo commento davvero penoso. Una mera sequenza di
rilievi immotivati, espressi in tono sprezzante. Senza uno straccio di
spiegazione, di motivazione, di approfondimento, di ragionamento.
Vedi, XL, questo " potrebbe essere" un attacco gratuito ed offensivo:
rileggendo il mio primo commento, gentile, nulla di tutto questo emerge.

Ma dato che in nessun modo, e non per " cauda inter arta " io intendo
fomentare una polemica che non ha ragioni, nè mi offendo, nè replico,
tranne queste due parole che vogliono solo aggiungere che il mio tono è
stato gentile dall'inizio, ironico fino alla fine, ma con tutta evidenza
non è servito.

Ti giuro che non sono
Post by Xlater
il solo cui hai dato questa impressione.
Ah si? ha fatto un sondaggio? Che onore!
Post by Xlater
Non mi piacciono le critiche, esattamente come non piacciono a nessun
altro,
a me si, e spesso ringrazio chi mi fa osservare qualcosa: dalle critiche
s'impara molto.


Ho la percezione che siano in
Post by Xlater
parecchi, in questi momenti, a spulciare su google alla ricerca dei miei
commenti passati ai tuoi racconti. Mossi, chissà come mai, da qualche
ingiustificatissimo sospetto.
Qui mi pare che siamo su un terreno, chiamiamolo così, "minato". Mi
astengo.



Saluti, e buona domenica

i.
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
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Xlater
2009-11-15 15:43:13 UTC
Permalink
Post by ipotesi
Te li invierò in privato se me li chiederai. Non fanno parte di una
dimostrazione di sapere che non intendo esporre qui. A disposizione.
Te li chiederò. Anzi te li chiedo. Il mio indirizzo lo sai. Ma se
preferisci che sia io a scriverti per primo, lo farò. Conto che possa
essere anche un'occasione per chiarirci in privato e per chiudere
amichevolmente ogni contrasto. O eventualmente per continuare a
litigare, ma senza dare spettacolo in pubblico!! ;-))

A prestissimo,

Xlater
farfallina
2009-11-11 12:06:38 UTC
Permalink
Post by Xlater
Quella che segue è la settima e (finalmente) ultima puntata del mio
nuovo racconto "Giorgia".
Comincio col dire che diluire un racconto nell'arco di sette settimane non
è una figata, anzi, tutt'altro. Di solito quando inizio a leggere un
libro, mi trovo a concluderlo nell'arco di pochi giorni, se invece me lo
trascino dietro per più tempo è perché non mi piace. Questa è una delle
ragioni per cui ho preferito leggere in una sola lettura le prime sei
puntate, poi ho aspettato che pubblicassi l'ultima puntata prima di
esprimere un giudizio, per quel poco che può valere.
Hai scelto di rendere pubblico il racconto a puntate in contemporanea su
ISR, Eroxè e nel tuo sito diluendolo in un lasso di tempo troppo lungo, a
mio parere. Nel tuo sito avresti potuto pubblicarlo per intero dando la
possibilità a chi era interessato a leggerlo tutto di un fiato di poterlo
fare. Se non lo hai fatto avrai le tue ragioni, ne sono certo, ma non le
capisco.

La voglia di leggere il racconto mi è venuta dopo che ho letto, sulle
pagine di un quotidiano, una intervista a uno scrittore di gialli, Valerio
Valesi, mio concittadino, da cui sono tratti i racconti della serie
televisiva del Commissario Soneri. Nella intervista parlava del modo
diverso in cui oggigiorno viene scritto un romanzo giallo, perlomeno
rispetto al passato, quando gli autori incentravano i racconti gialli
sulla scoperta dell'assassino che sempre avveniva nelle ultime pagine
stupendo noi lettori.
Da adolescente andavo pazzo per questo tipo di racconti, leggevo di
continuo i Gialli Mondatori. Li comperavo usati all'edicola sotto casa. E
c'era un autore che preferito più di tutti, questi era John Dikson Carr,
anche se a volte utilizzava lo pseudonimo di Carter Dikson, ma c'erano
molti autori di gialli di quella collana per cui andavo pazzo, (Ed Mc Bain
- James Hadley Chase - Raymond Chandler - James M Caine). Lui però era
diverso da tutti gli altri, perché leggendo le pagine dei suoi gialli era
impresa ardua oltre a capire chi era l'assassino, era difficilissimo
intuire il modo in cui era stato compiuto il delitto. Beh, tutto questo
preambolo per dirti che ero curioso di leggere il tuo racconto, alla luce
della lunghezza del testo, anche perché tu stesso, nella presentazione,
ci hai informati che era la prima volta che ti cimentavi in un racconto di
questa lunghezza. Ero curioso di leggerlo per scoprire se era cambiato il
tuo modo di scrivere rispetto ai tuoi precedenti scritti, più brevi di
questo, anche perché sono trascorsi già dieci anni da quando hai
cominciato a postare racconti erotici su ISR.

Se devo essere sincero, dopo avere letto il racconto, la mia impressione è
che sei rimasto fedele allo stile di scrittura che ha caratterizzato i
tuoi precedenti scritti. Sei un autore che scrive pulito, senza sbavature,
con ottimi dialoghi che fanno, in questo caso, se mi è permesso dirlo, da
impalcatura su cui si sorregge gran parte del racconto. A metà lettura mi
sono anche eccitato, lo ammetto, però la mia impressione è che sia
abbastanza piatto, poco riflessivo, vuoto alla fine.
Ho avvertito una mancanza di ambientazione della storia, probabilmente per
scelta stilistica tua, infatti, non si percepisce niente di ciò che sta
attorno ai protagonisti della storia, sto parlando della vita di tutti i
giorni. Nonostante la lunghezza del racconto sappiamo poco o niente dei
personaggi, nemmeno che lavoro svolgono nella vita, ( a parte Michele
produttore di grappe e acquaviti), in quale contesto sociale vivono, cosa
fanno quando non fanno l'amore, quali sono i loro problemi a parte la
voglia che hanno tutti quanti di scopare.
Quando scrivi sonetti sei bravo a prendere spunto da gli accadimenti della
vita reale e trasportarli in versi, mentre nei racconti non lo fai. Ti
soffermi a cose frivole, avventure in luoghi comuni: il bagno, la doccia,
la palestra. Non racconti della vita, forse non t'interessa, preferisci
incentrare il racconto sul sesso, il solo sesso.

Non voglio entrare nel merito della storia per dire se è credibile o meno
il comportamento di Giorgia e dell'amica. A essere sincero mi piace un
sacco leggere e scrivere storie di lesbiche, questa tua storia però non è
riuscita a coinvolgermi. Troppo diluita, forse, con mancanza di un
contorno. Il solo fatto strano che mi viene in mente del tuo racconto
succede quando Luisa è impegnata a fare un pompino al protagonista della
storia e Michele, il marito della donna, gli offre da bere un nocino
mentre lei succhia il cazzo. Mi sono detto ma come venuta in mente una
cosa del genere? Boh!!

Ritornando a modo di scrivere libri gialli da parte degli autori di
oggigiorno, ero convinto che scrivendo un racconto di 160Kb ci fosse una
evoluzione stilistica nel tuo modo di scrivere che invece non ho
riscontrato. Scrivi bene, è vero, è un tuo pregio, ma in questo racconto
il tuo modo di scrivere assomiglia a un elettrocardiogramma con la
presenza di picchi diastole e sistole, ma con nessuna extrasistole capace
di fare sussultare chi legge. E poi il racconto meritava 40Kb. Non di più.

Ciao.

Farfallina

Tutti i miei racconti qui:
http://digilander.libero.it/farfallina3/
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Xlater
2009-11-11 22:46:43 UTC
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Comincio col dire che [...]
Ciao Farfa! :-)

Devi sapere che quando una persona commenta un mio racconto, la cosa che
più di ogni altra mi interessa è scoprire che effetto abbia fatto il
racconto su questa persona, cosa ha capito, cosa ne ha colto, cosa
l'abbia colpita. E' un'occasione unica per, come dire, rileggere il
racconto attraverso occhi diversi dai miei. Altri discorsi più astratti
e "filosofici" possono comunque essere interessanti, ma vengono dopo
come importanza ai miei occhi. Forse è una banalità quella che sto
scrivendo, probabilmente funziona così anche per te e tutti gli altri
autori. Ma naturalmente posso parlare solo per me.

Nel tuo commento fai diretto riferimento a passaggi e situazioni del
racconto solo in due occasioni. In entrambe le occasioni quello che dici
è sbagliato, inesatto, impreciso, rispetto a quello che effettivamente
c'è scritto nel racconto. Due su due è una bella media, converrai.

Nel primo caso non è un'inesattezza gravissima. Certo si può notare la
cosa con una certa ironia. Nel commento sembri particolarmente
dispiaciuto della poca importanza che ho dato al "contesto sociale",
diciamo così, e dici che ti sarebbe piaciuto sapere (per esempio) che
lavoro facciano i personaggi. L'ho rivelato per uno solo di loro
(c'erano delle esigenze narrative), in modo molto chiaro ed esplicito, e
tu l'hai capito male. Meno male che tu eri quello interessato. Figurati
quanto ne sarebbe fregato a tutti gli altri!

Il secondo caso invece è un po' più grave. Dici di aver notato un certo
evento che nel racconto non accade come lo descrivi tu. Si potrebbe
pensare che il tuo sia un lapsus, che hai solo confuso i nomi. Ma quello
che scrivi direi che esclude questa possibilità. Hai visto nel racconto,
o meglio ti è sembrato di vedere nel racconto, qualcosa che nel racconto
non c'è. Qualcosa che se ci fosse, come l'hai visto tu, sconvolgerebbe
completamente il senso della narrazione, cambierebbe completamente il
corso delle cose, farebbe perdere completamente ogni significato a cose
che succedono nel seguito. Tutta la tensione erotica che ho cercato di
creare nella quinta puntata, per esempio, svanirebbe completamente.
Quella cosa, in quel momento della storia, semplicemente "non può
succedere", nella logica del racconto. Chiunque abbia seguito lo
svolgersi del racconto potrà confermartelo. Se hai capito male quello
che succede in quel passaggio del racconto, è inevitabile che tutto il
resto ti sia apparso abbastanza insensato e poco interessante.

La prima cosa che ho supposto è che forse non sono stato adeguatamente
chiaro io come narratore. Però non dovrebbe essere così. Anche nei
commenti sul newsgroup mi sembra che nessuno abbia eccepito sul fatto
che il racconto si legga senza troppi sforzi, che scorra, che si capisca
bene quello che succede. Tu stesso mi attribuisci il merito di uno stile
"pulito".

Non posso quindi che concludere che hai letto il mio racconto in modo un
po' superficiale e disattento.

Questa sembra essere un'adeguata risposta al quesito che ponevi
sull'opportunità di pubblicare a puntate e non piuttosto tutto in una
volta. Nessuno di quelli che ha letto una puntata per volta mi risulta
abbia avuto i problemi di comprensione che mostri tu. Forse era il caso
anche per te di attenerti alle prescrizioni e non spararti un overdose
di Xlater senza le opportune precauzioni.

Ma forse non è nemmeno un problema di alternativa tra puntate
centellinate o megadose unica. Ritengo che il racconto si possa
benissimo leggere anche tutto insieme senza particolari difficoltà.
Secondo me il problema potrebbe essere piuttosto un atteggiamento un po'
svogliato e frettoloso da parte tua nel momento della lettura. Forse non
avevi davvero tutta questa voglia di leggerti un mio racconto. Sei
sempre stato gentile e rispettoso nei miei confronti, ma che mi ricordi
non hai mai manifestato particolare apprezzamento per i miei racconti.
E' perfettamente legittimo, e rispetto i tuoi gusti. Ma mi immagino che
effetto possa averti fatto trovarti davanti 160KB di Xlater da
trangugiare a forza tutti d'un fiato. Era una rottura di palle per me
dover rileggere tutto mentre scrivevo, figuriamoci per te!

Chi te l'ha fatto fare allora? Solo la voglia di scrivermi un commento
qui su ISR? Nobile pensiero, apprezzo moltissimo, ti ringrazio, ma
potevi benissimo risparmiartelo.

Il tuo commento, così, mi è completamente inutile. Cosa può interessarmi
delle reazioni di qualcuno che legge di fretta, di malavoglia, che
capisce anche pochino di quello che legge, ed è solo interessato a
cercare qualche spunto per scrivere un commento di un certo tipo?
Può uno che legge in questo modo, che non riesce nemmeno a capire chi fa
un pompino a chi, cogliere le "extrasistole emotive" eventualmente
presenti nella narrazione? Può uno che legge in questo modo pretendere
di discettare sull'evoluzione (o involuzione) dello stile di Xlater da
undici anni in qua (ammesso che possa essere un tema di qualche
interesse per qualcuno)?

Peccato, perché nel tuo commento sfiori alcuni argomenti che
meriterebbero secondo me un serio approfondimento, ed esulano dal
discorso strettamente legato al racconto presente. Per esempio quello
del rapporto tra sfera intima/erotica e "contesto sociale", un tema su
cui ho fatto qualche riflessione e anche tratto qualche mia personale
conclusione, abbastanza coerente con il mio modo di gestire la faccenda
quando scrivo un racconto.

Magari ne parliamo un'altra volta, ok?

Ciao Farfa, e grazie!


Xlater

http://www.xlater.net
farfallina
2009-11-12 05:36:50 UTC
Permalink
Post by Xlater
Il secondo caso invece è un po' più grave. Dici di aver notato un certo
evento che nel racconto non accade come lo descrivi tu. Si potrebbe
pensare che il tuo sia un lapsus, che hai solo confuso i nomi. Ma quello
che scrivi direi che esclude questa possibilità.
E qui ti sbagli, infatti, non ho avuto bisogno di andare a rileggere il
racconto per ricordare che il pompino al protagonista lo fa Giorgia. Nella
fretta l'ho attribuito alla moglie, perché quello che mi importava era
mettere in evidenza che il bere un nocino centrava come cavolo a merenda,
tutto qui.
Il tuo racconto ti assicuro che l'ho letto con molta attenzione, anche se
dalle tue parole e da quello che ho scritto, come dici tu, può sembrare il
contrario. Magari capisco poco.

Ti ringrazio per il modo educato con cui hai accolto il mio commento al
racconto. Auguri per i prossimi tuoi scritti.

ciao.
farfallina

tutti i miei racconti qui.
http://digilander.libero.it/farfallina3/
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ***@newsland.it
Michele
2009-11-11 18:31:08 UTC
Permalink
E' pieno di criticoni qui, che si aspettano molto da alcuni autori.
Eppure Xlater fa ottimamente quel che ci si aspetta in questo ng:
racconta di sesso. E lo racconta con l'abilità di chi ormai sa
scrivere in questo campo. Lo stile è collaudato.
Per il contenuto, forse il racconto non resterà memorabile, ma mi sono
un po' divertito, un po' eccitato e svagato da altre preoccupazioni.

Mi ha divertito, tra l'altro, la seguente frase:

Non dimenticherò mai la sera che andammo a cena da loro e il suo papà
mi
prese in disparte e mi confidò "Ma lo sai che io e mia moglie temevamo
seriamente che Giorgia fosse lesbica?"

A parte questo, forse la chiusura è un po' lunga, somigliante alla
fine di alcuni film, commedie all'italiana, dove si vuole dare una
continuità alle storie, forse pensando ad eventuali seguiti o per dare
una maggiore sensazione di realtà. Nei racconti scritti, secondo me, è
più efficace la chiusura netta con un colpo di scena finale. Lo faceva
bene Forsyth, per esempio in "Il giorno dello sciacallo".

----------------------------------------------
saluti
Xlater
2009-11-11 23:00:54 UTC
Permalink
Post by Michele
Per il contenuto, forse il racconto non resterà memorabile, ma mi sono
un po' divertito, un po' eccitato e svagato da altre preoccupazioni.
Grazie Michele! Mi hai fatto tirare un sospiro di sollievo. Per fortuna
c'è almeno qualcuno che capisce lo spirito con cui scrivo certi
racconti. Una reazione come la tua è quella che spero di suscitare nella
gran parte del pubblico, e sono felice di aver colto nel segno almeno
con te.

Poi, se qualcuno non ha niente di meglio da fare e vuole proprio
mettersi a scavare, non escludo che sotto la superficie del raccontino
divertente e qua e là eccitante possa trovare dell'altro. Ma non
pretendo che nessuno lo faccia.

Grazie ancora!


Xlater

http://www.xlater.net
giulia
2009-11-12 12:03:43 UTC
Permalink
Post by Xlater
GIORGIA (Settima Parte)
Allora, ecco la mia opinione sul racconto. Ribadisco i complimenti per la
scrittura scorrevole e il buon ritmo che permette la lettura online (che e'
piu' faticosa di quella su carta, imo) senza problemi.
Anche i dialoghi sono buoni, tranne qualche punto forse nella 5a, quando te
l'avevo detto, in cui si fanno un po' piu' lunghi e meno verosimili. Il
dialogo d'azione, botta e risposta, quello umoristico, ma anche quello
tenero e complice ti riescono benissimo, quello da 'stati d'animo' un po'
meno, imo. Tendi a essere troppo fiscale e preciso, mentre e' proprio in
quei momenti che le frasi escono piu' incasinate, meno logiche e anche la
struttura ne risente. Per come la vedo io ne dovrebbero uscire frasi piu'
corte, spezzate, interrotte, non piu' lunghe e articolate, formalmente
perfette.
Il racconto poi e' un racconto erotico doc, con l'obiettivo evidente di
divertire ed eccitare senza essere banale, cosa in cui riesce per lo meno in
una parte dei lettori, come e' giusto che sia. Io ad es non l'ho trovato
eccitante, poi ti diro'.
La trama e' bella, buono il ritmo, mi piace molto il finale, quel nucleo
famigliare cosi' poco standard che prende il meglio da ogni situazione per
ottenere il massimo. Un lieto fine ottimista che ho apprezzato, in cui
vengono in qualche modo soddisfatti i desideri di tutti. Un sogno! Mi sono
eccitata piu' li'. :)
Prima dicevo che non mi ha eccitato, e ti dico perche', come riscontro: per
come l'ho percepito io, credo di non sbagliare nel definire questo racconto
"fallocentrico" :)
Il cazzo e' un po' il perno su cui gira tutta la storia, viene prima
rifiutato poi ambito, e in modi diversi, da due belle gnocche, e' lui che
risolve le situazioni di stallo con la sua bellezza e dimensioni, e' lui che
induce coccole o sesso sfrenato, e' lui che regala quel qualcosa in piu' che
sembra mancare ai protagonisti, un po' tutti, persino alla lesbica
dichiarata, persino al marito, che lo ammira estasiato e invidioso.
Questo e' come l'ho sentito io ed e' anche la base dello scarso gradimento
erotico.
Questo non significa che non mi piacciano racconti in cui il cazzo e'
protagonista, meglio chiarire. Ma in questo caso mi e' sembrato smodatamente
protagonista, soprattutto perche' si tratta di in un racconto lungo e
articolato e succedono tante cose.
Peronaggi: resta quello che ti avevo scritto all'inizio, la perplessita'
sull'uso dei contrasti marcati: la lesbica lesbica convinta che poi apprezza
il cazzo continua a risultarmi forzato. Forse non c'era bisogno di calcare
la mano all'inizio per evidenziare il passaggio, sarebbe stato interessante
lo stesso.
Un po' troppo macchietta la moglie, troppo figa-vogliosa, ma come dicevo e'
un racconto erotico, e in effetti ci sta che i personaggi siano belli e
fighi.
I maschi sono ben descritti: il marito, alla fin fine, mi sembra quello piu'
realistico e verosimile, un po' meschinello, un po' cieco ai veri desideri
della moglie, logorroico. Un ottimo personaggio, imo.
Il protagonista e' ben disegnato, anche se privo di difetti apparenti,
peccato sia penalizzato da quel cazzo ingombrante ;)

My two cents
ciao
giulia
--
Ad una ad una le notti, tra le nostre città separate,
s'aggiungono alla notte che ci unisce. (Neruda)

http://www.lepaginedigiulia.altervista.org
Xlater
2009-11-12 21:50:51 UTC
Permalink
Allora, ecco la mia opinione sul racconto. [...]
Ti ringrazio moltissimo, giulia, per questo commento.

Firmerei col sangue per riceverne sempre di così. E non perché contiene
tante osservazioni positive e favorevoli, che mi hanno senza dubbio
fatto piacere. In realtà, come è giusto che sia, non manchi di
sottolineare anche varie cose che ti sono piaciute meno. Quello che mi
piace di questo commento è che dà sufficiente importanza a quello che il
racconto dice, e non si occupa esclusivamente di "come" lo dice.

Hai presente la situazione-contenitore del Decamerone di Boccaccio? Un
gruppo di giovani, donne e uomini, che parlando a turno si raccontano
tra di loro storie spesso un po' scollacciate. Non possiamo forse
considerare questa situazione come nobile antenata di ISR? Ebbene prova
a immaginare: uno dei giovani termina la sua storia, si alza un brusio,
tutti commentano quello che hanno sentito, parlandone tra di loro, o con
lo stesso narratore. Ti sembra più naturale che parlino della storia che
hanno appena ascoltato, o di come il giovane di turno l'abbia narrata?
Non dico che il secondo argomento debba essere tabù, ma secondo me
dovrebbe stare ad un livello un gradino più basso di importanza.

Per come sono fatto io, a me interessa capire come siano percepiti la
storia e tutto quello che eventualmente veicola, e accolgo sia le
reazioni positive che quelle negative con la stessa attenzione e
rispetto. I commenti sul "come" mi interessano relativamente. Di
maestrine e maestrine che pretendono di darmi il voto al compitino,
senza interessarsi più di tanto a quello che la storia dice, posso farne
volentieri a meno. Però naturalmente non posso scegliermi i commenti che
mi vengono fatti. Devo abbozzare e salamileccare anche maestrini e
maestrine. E va pure bene così, ma cheppalle!! ;-)

Andiamo quindi all'argomento principale del tuo commento.

Ti dico subito: sì hai ragione. Questo è un racconto "fallocentrico".

Non è la prima volta che mi complimento con te per la tua sensibilità di
lettrice, e non sarà nemmeno l'ultima. Ma se mi sembra che li meriti te
li faccio: complimenti!

Nel racconto il Fallo ha sicuramente un ruolo importante.

Come avrai notato, fa la sua comparsa in modo estremamente teatrale. Per
ultimo, come accade tipicamente nelle commedie in cui l'attore più
famoso, nella parte del protagonista, entra in scena un bel po' dopo
l'inizio, quando tutti gli altri attori/personaggi sono già apparsi,
strappando l'applauso con il suo solo apparire.

Il Fallo entra in scena nella terza puntata (quindi siamo quasi a metà
racconto), annunciato da un grido improvviso, inatteso, che spezza un
incanto. Proprio Michele, che fino a quel momento era stato sussiegoso,
ossequioso, ostentatamente "signore", improvvisamente perde tutto il suo
aplomb e sbotta in un esclamazione che risente delle sue origini. "Alla
faccia del cazzo!" (e sono stato tentato di scrivere proprio "d'o cazzo").
Tutto si blocca, tutto si ferma per un attimo. Giorgia, Michele, Luisa,
lo stesso Marco, tutti congelati. Come fosse apparso il monolito di
Odissea nello Spazio di Kubrick.

Qualcuno osserverà che in realtà il cazzo di Marco già si "vede" nella
prima puntata, subito, nell'amplesso con Giorgia. Vero. Ma lì è solo un
cazzo. Qui è un Fallo.

A tutti gli effetti, nell'economia del racconto, il Fallo è un
deus-ex-machina. Dal suo drammatico apparire gli eventi deviano,
deragliano, prendono un'altra precisa direzione. Luisa probabilmente in
quel momento decide di scrivere il bigliettino da mettere in tasca a
Marco, che avrà le conseguenze che sappiamo. Giorgia affronta il pompino
cui era condannata con tutto un altro spirito, quasi compiaciuta di
avere tra le mani qualcosa che l'amica le invidia. In seguito parlando
con Marco (sesta puntata) gli dirà "ora che me ne sono accorta ti vedo
sotto una luce diversa". E' un'evidente forzatura narrativa: poco
probabile che una donna non si accorga che il partner abbia (ti cito) un
cazzo "ingombrante". Ma per vecchia regola dove c'è la forzatura
narrativa si nasconde il significato simbolico. Pensavo fosse solo un
cazzo, non mi ero accorta che era il Fallo.

E potrei andare avanti.

Che sia chiaro: non mi aspetto che tutti i lettori possano cogliere
questi dettagli. Io nei miei racconti ce li metto, per divertimento mio.
Talvolta vengono colti da qualcuno, talvolta no. Mi va benissimo che
"Giogia" possa essere apprezzato dalla maggior parte dei lettori
semplicemente come raccontino divertente con qualche momento eccitante.
Però mi fa particolarmente piacere se qualcosa ogni tanto passa.

Quindi, per tornare a bomba, certo che è un racconto fallocentrico,
altroché!!

Tu, giulia, lo percepisci come un limite, qualcosa che infastidisce la
tua sensibilità, addirittura ti inibisce l'eccitazione nei momenti più
hot. Ti conosco e non mi sorprende, a dire la verità. Ma non entro nel
merito del discorso della tua particolare sensibilità perché sarebbe
un'invasione di campo che non c'entra nulla in questo contesto.

Io però ritengo, a meno di smentite ovviamente, che in generale non
dovrebbe esserci niente di offensivo o fastidioso. Mi sembra che la
fallocentricità sia gestita con la giusta dose di divertita ironia, e
che questo dio Fallo padrone della scena non sia poi un dittatore
autoritario, maschilista e... fallocratico. Mi sembra piuttosto un dio
buono e premuroso verso tutti, che si preoccupa di sistemare le cose in
modo che tutti si divertano (e infatti proprio alla fine, quando prendi
atto che questo dio Fallo, tanto temuto e disprezzato, in fondo non
morde, tu stessa ammetti di poter cedere un minimo all'eccitazione).

Lo stesso lieto fine che tu hai detto di apprezzare, in cui tutti si
divertono e sgodazzano in allegria, generosamente e senza gelosie, è
tipicamente di marca fallica. Che non significa necessariamente
"maschile". Pensa alle Menadi, o Baccanti, dell'antichità. Possedute
dallo spirito (fallico) di Dioniso, portavano in processione la
rappresentazione del Fallo, ma erano esclusivamente donne.
Effettivamente lo si potrebbe ben definire un finale "dionisaco", con
tutta la componente orgiastica che si porta dietro, non trovi?

Ma soprattutto, ed è la cosa più importante che mi preme farti notare,
questo dio Fallo non opera la prepotenza che forse un po' tutti, chi più
chi meno, si aspettavano. Ossia la conversione forzosa di Giorgia
all'eterosessualità. Probabilmente è quello che temevi. Forse ti
aspettavi un finale con Giorgia inginocchiata di fronte a un lingam
gigantesco a piagnucolare "Che sciocca sono stata a non capirlo subito
che non c'è niente di meglio al mondo di un bel cazzone" e so già che a
quel punto saresti venuta a citofonarmi sotto casa armata di (fallica)
mazza da baseball. Invece no, hai visto? Il Fallo è buono e
misericordioso. Giorgia mantiene la sua convinzione di essere lesbica,
la sua identità di lesbica, ed è contenta così. Perché romperle le scatole?

E qui possiamo passare all'altro punto. Alla domanda che era venuta
fuori anche nei commenti alle puntate intermedie, quando ovviamente non
potevo rispondere.

"Perché ci hai detto che Giorgia è una lesbica dura e pura, quando
invece poi vediamo che qualche peccatuccio col cazzo non le fa troppo
schifo?"

Ma io non vi ho mai detto niente di simile. E' Marco a parlare. Marco
che nel momento in cui lo dice ovviamente lo pensa, sulla base di quello
che le ha sempre detto la stessa Giorgia sin dalla prima volta. Marco è
ancora giovane e forse coltiva ancora idealistiche illusioni. Non si è
ancora completamente rassegnato all'idea che quando una donna dice "sì"
spesso voglia dire "no", che quando dice "no" spesso voglia dire "sì",
che quando dice "sono lesbica, sempre lesbica" spesso voglia dire "però
ogni tanto un pezzettino di cazzo lo gradisco volentieri".

In realtà c'è di più di questo. Il mio è anche un modo per prendermi
gioco degli sterotipi di chi legge. Detesto gli sterotipi. Sono in tanti
a dire che detestano gli stereotipi, però poi in realtà stanno attaccati
ai loro stereotipi con le unghie e coi denti. Quando il racconto dice
"Giorgia è lesbica" ognuno tira fuori il suo bagaglio di stereotipi che
dice che una lesbica è così così e cosà, fa questo e non fa quest'altro,
dice questo e non dice quest'altro. Poi una riga sotto, colpo di scena,
Giorgia sta scopando con un uomo. Il lettore reagisce. Può reagire in
tanti modi. Il più intelligente è quello di accorgersi che gli sto
facendo un favore, sgonfiandogli un po' il suo stereotipo. E magari si
fa una risata e continua a leggere. C'è un modo meno intelligente che è
quello di incazzarsi. La gente è gelosa dei suoi stereotipi. Come ti
permetti, Xlater, a mettere in dubbio il mio stereotipo? Aspetta che
possa farti un commento e vedrai come ti riduco!

Io detesto gli stereotipi, e detesto soprattutto quelli relativi agli
omosessuali. Le ragioni perché una persona possa avere certi gusti e/o
fare certe scelte possono essere le più varie e le più complesse.
Ridurre tutta questa complessità ad uno stereotipo per cui i gay sono
così e cosà e le lesbiche sono così e cosà, dal mio punto di vista è
abberrante.

Ci sono altre osservazioni nel tuo commento, ma nulla che mi sembri
particolarmente meritevole di approfondimenti. Direi che posso fermarmi qui.

Ancora grazie, giulia, e complimenti!


Xlater

P.S. Ho appena rinnovato la registazione al dominio che sai. Quando ne
vogliamo fare qualcosa? ;-)
cucciolakl
2009-11-14 10:52:56 UTC
Permalink
Dopo esser stata molto combattuta, valutando bene il rischio che
correvo, mi son decisa a scrivere un commento anch'io.
Io non sono capace di fare analisi approfondite, quindi ti risparmio i
paroloni, mi limitero' ad usare il "mi piace" e "non mi piace", cosi'
poi potrai approfittarne per scrivere un commento di 15.000 caratteri
in cui analizzerai me e il mio vissuto di lettrice senza penuria di
dettagli. Hai mai pensato di postare a puntate i commenti, oltre che i
racconti? :-)

Ma veniamo al tuo racconto: l'ho letto e mi ha divertito, ma l'ho
trovato piuttosto "povero". Per farti un esempio, hai mai letto i
racconti di "Intimita'" o di un altro di quei giornaletti femminili?
quelle storie in cui i protagonisti passano un sacco di vicende piu' o
meno contorte e alla fine c'e' sempre il lieto fine della famiglia che
vivra' felice, e tutti quanti trovano la loro collocazione? Mia nonna
la comprava tutte le settimane, e io, lettrice onnivora, la divoravo
in un'oretta.
Ecco, il tuo racconto mi ha fatto pensare ad una versione pornografica
di quei racconti: scorrevole e ben scritto, ho letto con un certo
divertimento le capriole della trama, mi sono chiesta dove saresti
andato a parare, ma poi non mi ha lasciato nulla che valesse la pena
ricordare. La trama parte contorta ma divertente, poi si dimentica di
giorgia e precipita nel sadomaso, infine ritorna sui suoi passi e
mette tutto insieme , in una famiglia allargata che ora va tanto di
moda. Ecco, a me il lieto fine dove tutti i tasselli vanno al loro
posto, in genere non piace.

Riguardo alle critiche che ti hanno mosso sul personaggio della
lesbica, anche a me non e' parso credibile, ma non perche' vada a
letto con un uomo: se le piace, buon per lei, meglio essere aperte ad
ogni esperienza, no?
Guarda, non e' un discorso di stereotipi, per me puo' essere lesbica e
scoparsi pure un cavallo, il vero difetto e' che, ogni volta che per
qualche motivo "cede" al suo lato etero, comincia a starnazzare "Ma io
sono lesbica, eh! lesbica e basta! lesbica lesbicissima!"
Ora, di solito chi fa cosi' e' chi vuole convincere anche se stesso di
una cosa che non e' vera fino in fondo: come chi guarda il grande
fratello e poi dice che lo fa solo per rimanere al corrente di quel
che parlano in ufficio, ma a lui no, non piace mica quella cosa li'!
Oppure quegli uomini che vanno a ballare il liscio e si divertono come
pazzi, ma ufficialmente devono ribadire ogni volta che lo fanno solo
per accompagnare la moglie, a loro ballare non piace proprio!
Quindi, alla cucciola lettrice questa lesbica che si dichiara ogni 5
minuti lascia l'impressione che sia una lesbica non proprio vera,
magari bisex, o forse solo una femminista che deve dare a vedere che
gli uomini sono superflui.

c.
Xlater
2009-11-14 19:15:57 UTC
Permalink
Post by cucciolakl
Dopo esser stata molto combattuta, valutando bene il rischio che
correvo, mi son decisa a scrivere un commento anch'io.
Posso tranquillizzarti. Un commento come il tuo mi sta benissimo. Da
manuale. Forse non è chiaro, e non mi interessa nemmeno particolarmente
convincere nessuno, ma non è l'osservazione critica in sé a dispiacermi.
E' che a volte le vedo accompagnate da superficialità, approssimazione,
mancanza di rispetto, cattiva fede, stupidità, intento ostile o cumunque
"dispettoso", atteggiamento prevenuto, disonestà intellettuale,
esibizionismo di chi vuole mostrarsi "severo recensore", ecc.

Possa assicurarti che mi imbestialisco molto di più quando queste belle
qualità le vedo usate contro altri autori che postano racconti su ISR,
che quando succede a me. Io scrivo racconti erotici da 11 anni, so bene
se e quanto sono apprezzato da chi ama il genere, soprattutto fuori da
ISR (nemo profeta...), e non sarà il commentino di tizia o di caio sul
ng a cambiarmi la vita.

Proprio frequentando molti appassionati del genere fuori dal ng,
soprattutto altri autori ed autrici, ho potuto accorgermi di un fenomeno
particolare, che trovo molto brutto. Una volta quando incrociavo altre
persone che si dilettavano a scrivere erotismo, mi veniva immediato
invitarle a postare i propri racconti sul ng. Spesso l'invito è stato
accolto, e posso dire con orgoglio che la mia opera di reclutamento è
stata un contributo importante agli "anni d'oro" di ISR.

Recentemente mi è successo tante volte, davvero tante volte, che la
risposta al mio invito è stata del tipo: "Che cosaaa?? Far massacrare i
miei racconti da quel covo di arpìe e di avvoltoi con la puzza sotto al
naso?? Ma nemmeno per sogno!!" E non sto esagerando, ti garantisco.

Ora di questi inviti ne faccio meno, perché mi accorgo che non hanno
completamente torto. Mi sono persino trovato quasi a scoraggiare la
cosa. Una volta un'autrice aveva una mezza idea di mettere il nasino qui
dentro con quello che aveva scritto. "Mi presenterò dicendo che sono tua
amica..."

"Ma no, sei pazza?" Le ho risposto. "Ti massacreranno come fanno con me.
Meglio che non dici nulla..."

"Vuoi dire che su ISR ti massacrano? A TE???"

"Beh... non voglio nemmeno esagerare adesso... ma non è che ci vanno
tanto per il sottile..."

"Uhm... Comincio a pensare che non sia poi davvero una buona idea...."

E parlo di personcine che SANNO scrivere, e SANNO scrivere di eros.
Posso darti la mia parola su questo. A questo punto forse qualcuno
avrebbe gli elementi per fare una riflessione e regolarsi di
conseguenza. Ognuno è libero di fare commenti come gli pare, ma il bene
del ng dovrebbe essere interesse comune.

Evito di raccontarti quale impressione hanno fatto a vari lurker che
conosco alcuni dei commenti che ho ricevuto a questo racconto. Sarebbe
troppo. Me lo tengo per me.

Scusa la divagazione, e grazie per avermi dato lo spunto (o forse me lo
sono preso per forza... fa lo stesso). Veniamo al tuo commento.

Il racconto è volutamente leggero, da commedia all'italiana. Si cerca di
divertire con l'intreccio, gli equivoci, i dialoghi, le battute, e non
manca la doverosa dose di sesso. Che io sappia, pochi avevano prima
declinato il racconto erotico in questa direzione. Non mi vengono in
mente molti esempi, perlomeno. Chi batte strade meno consuete
difficilmente accontenta tutti, ma se ogni tanto qualcuno non ci prova
ora saremmo ancora nelle caverne, e senza ADSL.

Letture più profonde non sono impossibili, ma non le incoraggio se non a
un pubblico più interessato a certe tematiche. Il tuo "non mi ha
lasciato nulla" non mi fa disperare. Però se ancora oggi ricordi i
racconti di "Intimità", chissà che un domani non possa ricordarti anche
del mio? ;-)

Non ti piace il lieto fine. Questo racconto ha esplicitamente un lieto
fine. Quindi non ti piace. Questo è un sillogismo che non potrò spezzare
nemmeno con l'Alabarda Spaziale. Ad altri il lieto fine è piaciuto. Va
benissimo così.

Dici che il personaggio di Giorgia non ti è sembrato credibile. Poi però
per spiegare il tuo pensiero hai usato due esempi di un tipo di
comportamento che invece troviamo molto frequentemente nell'esperienza
quotidiana. Ciò personalmente mi convince che Giorgia come personaggio è
molto più credibile di una lesbica conforme allo stereotipo. Oso
sostenere che probabilmente come personaggio è anche più interessante,
proprio per le proprie contraddizioni, per i propri conflitti interiori
più o meno gestibili. Nei racconti erotici che si vedono in giro
raramente vedo questo tentativo di dare un po' di spessore e di
complessità ai personaggi. Al limite lo si fa per un protagonista, o più
spesso per una protagonista, e tutti gli altri intorno sono comparse
piuttosto piatte.

In sintesi, mi stimola molto di più cercare di disegnare una "vera
persona" piuttosto che una "vera lesbica". Mi ha scritto una ragazza,
che curiosamente si chiama proprio Giorgia, dicendo che si riconosce
moltissimo nel personaggio della sua omonima (e ci sono anche un paio di
coincidenze, frutto del caso, ma molto suggestive). Ma lei non è
lesbica, nemmeno lontanamente. Mi ha fatto davvero piacere questa cosa.
Perché mi stimola molto di più disegnare una "vera persona" che una
"vera lesbica". E mi piace ripetere le frasi che mi sembrano venute bene.

Grazie davvero per il commento. Mi è piaciuto. Scusa se la risposta è
stata lunga come al solito. Mi impegnerò a migliorarmi.


Xlater
cucciolakl
2009-11-14 20:57:24 UTC
Permalink
Post by Xlater
Post by cucciolakl
Dopo esser stata molto combattuta, valutando bene il rischio che
correvo, mi son decisa a scrivere un commento anch'io.
Posso tranquillizzarti. Un commento come il tuo mi sta benissimo. Da
manuale. Forse non è chiaro, e non mi interessa nemmeno particolarmente
convincere nessuno, ma non è l'osservazione critica in sé a dispiacermi.
cut
Post by Xlater
Scusa la divagazione, e grazie per avermi dato lo spunto (o forse me lo
sono preso per forza... fa lo stesso).
Ecco appunto... la mia paura mica era di essere massacrata...
Post by Xlater
Dici che il personaggio di Giorgia non ti è sembrato credibile. Poi però
per spiegare il tuo pensiero hai usato due esempi di un tipo di
comportamento che invece troviamo molto frequentemente nell'esperienza
quotidiana. Ciò personalmente mi convince che Giorgia come personaggio è
molto più credibile di una lesbica conforme allo stereotipo. Oso
sostenere che probabilmente come personaggio è anche più interessante,
proprio per le proprie contraddizioni, per i propri conflitti interiori
più o meno gestibili. Nei racconti erotici che si vedono in giro
raramente vedo questo tentativo di dare un po' di spessore e di
complessità ai personaggi. Al limite lo si fa per un protagonista, o più
spesso per una protagonista, e tutti gli altri intorno sono comparse
piuttosto piatte.
Forse non ci siamo capiti: io non ho parlato di credibilita' di
Giorgia in quanto personaggio, ma in quanto lesbica. Da cui l'esempio.
Essendo un racconto leggero, mi accontento di caratterizzazioni
altrettanto leggere, tu stesso hai detto di aver coscientemente usato
stereotipi, cercando di distruggerli un po'.
Io ti dico che una vera lesbica se ne frega di urlarlo al mondo ogni 5
minuti, a meno che non abbia grossi problemi col fatto di essere
lesbica.
Post by Xlater
Grazie davvero per il commento. Mi è piaciuto. Scusa se la risposta è
stata lunga come al solito. Mi impegnerò a migliorarmi.
ti ho risposto giusto per vedere i miglioramenti.

esercizio: il candidato risponda al commento di cui sopra con non piu'
di 1000 caratteri.

c.
Xlater
2009-11-14 23:15:34 UTC
Permalink
Post by cucciolakl
Forse non ci siamo capiti: io non ho parlato di credibilita' di
Giorgia in quanto personaggio, ma in quanto lesbica.
Quindi non è una critica al racconto e al suo autore. E' una discussione
sul personaggio. Ottima cosa. E' lusinghiero inventarsi personaggi che
stimolino discussioni. Mi stai facendo un grosso complimento.

Sarebbe bellissimo farla davvero questa discussione. Ma mi fermo qui,
sennò l'esercizio va a puttane... :-)
Post by cucciolakl
Da cui l'esempio.
Essendo un racconto leggero, mi accontento di caratterizzazioni
altrettanto leggere, tu stesso hai detto di aver coscientemente usato
stereotipi, cercando di distruggerli un po'.
Non ho mai detto di aver usato stereotipi. Rileggi meglio... :-)
Post by cucciolakl
Io ti dico che una vera lesbica se ne frega di urlarlo al mondo ogni 5
minuti, a meno che non abbia grossi problemi col fatto di essere
lesbica.
Non è chiaro a nessuno cosa significhi essere un "vero uomo". Non è
chiaro a nessuno cosa significhi essere una "vera donna". E tu mi dici
di sapere per filo e per segno cosa fa e non fa, cosa dice e non dice,
una "vera lesbica"? Sei fantastica! ;-)

Nella migliore delle ipotesi, per sentirti così sicura del fatto tuo,
potresti essere una lesbica. Ma "una" lesbica. Siete forse tutte fatte
con lo stampino? Allora ha ragione Giorgia a dire che siete noiose e
monotone... ;-)
Post by cucciolakl
ti ho risposto giusto per vedere i miglioramenti.
Il mondo trabocca di gente vogliosa di aiutarmi a migliorare. Non potrei
essere più commosso.

Al netto del quoting ci sono stato dentro. Dimmi bravo.

X.
haimle
2009-11-15 11:59:17 UTC
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Post by cucciolakl
Forse non ci siamo capiti: io non ho parlato di credibilita' di
Giorgia in quanto personaggio, ma in quanto lesbica.
M'inserisco qui, per simpatia per la lesbica, come tenta xlater
di etichettare, "voi lesbiche" dice e come si permette?
Tranquillo, certifico che non solo non è lesbica ma vive
una felice vita coniugale, come sanno tutti i partecipanti
a incontri milanesi.
Non è di questo che voglio però parlare, caro Xl, ma delle tua
immarcescibile paranoia, Tutti ce l'hanno con te,
salvo gli assenti, quelli del tuo sito,
anche quelle gentili signore che qui ti han dato retta e spago.
Non lo farò io ma mi limito a suggeriti un buon piano terapeutico
per k tuo equilibrio mentale.

Sono 10 anni che ci rompi i maroni, anche in prv, coi complotti,
ora BASTA!!
Il racconto non lo commento perché mi ha annoiato dal primo istante e
mi
sono fermato al secondo (o terzo) capitolo.
Xlater
2009-11-15 15:36:38 UTC
Permalink
Post by haimle
M'inserisco qui, per simpatia per la lesbica, come tenta xlater
di etichettare, "voi lesbiche" dice e come si permette?
Tranquillo, certifico che non solo non è lesbica ma vive
una felice vita coniugale, come sanno tutti i partecipanti
a incontri milanesi.
Non è di questo che voglio però parlare, caro Xl, ma delle tua
immarcescibile paranoia, Tutti ce l'hanno con te,
salvo gli assenti, quelli del tuo sito,
anche quelle gentili signore che qui ti han dato retta e spago.
Non lo farò io ma mi limito a suggeriti un buon piano terapeutico
per k tuo equilibrio mentale.
Sono 10 anni che ci rompi i maroni, anche in prv, coi complotti,
ora BASTA!!
Il racconto non lo commento perché mi ha annoiato dal primo istante e
mi
sono fermato al secondo (o terzo) capitolo.
Ci tengo per prima cosa a precisare che non c'è mai stato il minimo
intento offensivo. Per me non c'è niente di negativo nell'essere
lesbica. Ho avuto bellissime amicizie con donne di quell'orientamento,
anche frequentatrici di ISR, e quei rapporti mi hanno anche un po'
ispirato nella stesura di quest'ultimo racconto. Non userei mai
"lesbica" come un'offesa, e trovo persino offensivo, per la mia
sensibilità, che qualcuno possa considerare "lesbica" un'offesa.

Semplicemente, nell'ambito di una tranquilla e serena dicussione, per me
anche molto piacevole, cucciolakl ha scritto.

"Io ti dico che una vera lesbica se ne frega di urlarlo al mondo ogni 5
minuti, a meno che non abbia grossi problemi col fatto di essere
lesbica."

Tanta sicurezza nel sapere quello che fa o non fa, quello che dice o non
dice, una "vera lesbica" mi ha fatto venire il sospetto che tanta
autorità le venisse da un'esperienza diretta in prima persona. Cosa ci
sarebbe di strano? Se così non è, non posso che compiacermi per la sua
felice vita coniugale. E chiedermi, nell'ambito della tranquilla e
serena discussione di cui sopra, come facesse allora a parlare con tanta
sicurezza di come sono, o dovrebbero essere, le "vere lesbiche".

Quanto alle mie paranoie, Haimle, dovresti fare un piccolo esame di
coscienza. Sei intervenuto in modo scomposto e a gamba tesa in una
discussione tra me e cucciolakl che non aveva assolutamente niente di
"patologico", una normalissima dialettica tra chi scrive un racconto e
chi esprime un parere in merito, perfettamente in linea con quello che
si è sempre visto su ISR. Mi dispiacerebbe moltissimo se questa tua
fragorosa e inopportuna irruzione dovesse influenzare negativamente lo
sviluppo di questo interessante confronto.

Il tuo è stato un attacco personale di rara violenza e del tutto
incomprensibile e ingiustificato. Non c'è nulla di male, e non te ne
faccio una colpa. Ho simpatia per le persone genuinamente sanguigne e
sincere, cui può capitare in uno scoppio di rabbia di andare un po'
sopra le righe. Dare del "paranoico" è oggettivamente offensivo. Ma io
mi ci faccio una risata. Mi sei molto più simpatico quando sbotti
liberamente, piuttosto che quando cerchi di atteggiarti fintamente e
untuosamente a cordiale e ossequioso.

E' evidente, e difficilmente negabile, che qualcosa che ho scritto ti
abbia punto nel vivo, portandoti a questa reazione. E non certo aver
ventilato la possibilità che la mia interlocutrice parlasse per
esperienza diretta, perché non c'era niente di offensivo nella cosa in
sé e tantomeno nelle mie intenzioni. Né credo che l'interessata, che mi
è sembrata sin qui donna "libera" dal punto di vista culturale, nonché
intelligente e ricca di personalità, possa davvero essersene sentita
offesa. Aspetto conferme o eventualmente smentite direttamente da lei,
prontissimo nel caso a scusarmi.

La mia impressione è che a "smuoverti" siano state alcune considerazioni
di carattere generale sul newsgroup contenute nella prima parte della
mia prima risposta a cucciolakl. Dico bene?

Se è così, con la massima tranquillità, vorrei farti un invito. Prova a
rileggerti con calma quello che ho scritto, al netto di tutto quello che
può essere rubricato come "paranoie di Xlater", e prova a vedere se c'è
qualcosa che può essere degno di una riflessione e di un
approfondimento. In caso affermativo, se ne potrebbe parlare, come si fa
tra persone civili che possono avere un interesse comune (in questo caso
il newsgroup), allargando il discorso a chiunque abbia voglia di
esprimersi in merito. Se il tema è la vita e il futuro del newsgroup
credo di poter essere considerato un interlocutore degno di
considerazione, anche se i tuoi sentimenti nei miei confronti sono un
po' meno che amichevoli.

Oppure puoi continuare a insultarmi. E' molto più semplice e comodo. Ma
non ci si fa una gran bella figura. Perlomeno, le persone di cui mi può
interessare il giudizio, sanno distinguere la differenza tra chi discute
e cerca il confronto e chi insulta.

Prima di chiudere, e rivolgendomi non solo a te, ma a chiunque sia
riuscito a leggere sin qui: siamo davvero tutti sicuri che il newsgroup
stia scoppiando di salute? Davvero non c'è nessun altro con il sospetto
che forse ci sia qualcosina che non sta andando per il meglio? Davvero è
così assurda la proposta di parlarne insieme un attimo, per confrontare
i rispettivi pensieri in merito, senza isterie?


Xlater
Diagoras
2009-11-15 16:19:27 UTC
Permalink
Post by Xlater
Prima di chiudere, e rivolgendomi non solo a te, ma a chiunque sia
riuscito a leggere sin qui: siamo davvero tutti sicuri che il newsgroup
stia scoppiando di salute? Davvero non c'è nessun altro con il sospetto
che forse ci sia qualcosina che non sta andando per il meglio? Davvero è
così assurda la proposta di parlarne insieme un attimo, per confrontare i
rispettivi pensieri in merito, senza isterie?
Andando oltre le polemiche, gli insulti e gli interventi a gamba
tesa, credo che questo sia l'argomento che andrebbe trattato da
tutti coloro che frequentano ancora ISR.
Come ho scritto in un post di alcuni giorni fa, sono passato
qui dopo alcuni anni è ho trovato una situazione a dir poco
comatosa, soprattutto se paragonata a quella ben più vivace
che ricordavo.
Immagino ci sia una ragione a tutto ciò.
Forse mi sfugge, considerata la mia suddetta latitanza dal ng.
Sarebbe utile, a mio avviso, una discussione seria e approfondita
di tutta la questione.
Magari lasciando da parte eventuali dissapori e antipatie.

Diagoras
haimle
2009-11-15 21:50:18 UTC
Permalink
Paranoia non è un insulto,come lesbica non lo è.
Altrimenti torniamo su.
Sono circa 10 anni che parli di aggressioni, di ostilità,
di nemici personali ecc.
Si chiama, in patologia, paranoia.
Mai visto o letto L' ammutinamento del Caine?

Davvero non c'è nessun altro con il sospetto
Post by Xlater
che forse ci sia qualcosina che non sta andando per il meglio? Davvero è
così assurda la proposta di parlarne insieme un attimo, per
confrontare
i rispettivi pensieri in merito, senza isterie?

Il fatto è che sei talmente logorroico ed oscuro, a volte,
che lo temo.
Concordo, però che ne varrebbe la pena,
anche se sento che ISR è morta.
Xlater
2009-11-15 22:38:15 UTC
Permalink
Post by haimle
Paranoia non è un insulto,come lesbica non lo è.
Altrimenti torniamo su.
Sono circa 10 anni che parli di aggressioni, di ostilità,
di nemici personali ecc.
Si chiama, in patologia, paranoia.
Mai visto o letto L' ammutinamento del Caine?
No. Però, ho letto come sei intervenuto nel thread. Mi sei sembrato un
filino aggressivo e ostile, o me lo sono del tutto inventato? :-)
Post by haimle
Il fatto è che sei talmente logorroico ed oscuro, a volte,
che lo temo.
Concordo, però che ne varrebbe la pena,
anche se sento che ISR è morta.
Lo dicevano anche di un certo Lazzaro, una volta. Poi arrivò una specie
di Xlater dell'epoca e... ;-)

X.
Mybelline
2009-11-16 12:13:37 UTC
Permalink
Lo dicevano anche di un certo Lazzaro, una volta. Poi arrivò una specie di
Xlater dell'epoca e... ;-)
Roba da matti!!!!
A volte mi chiedo se ci sei o ci fai...
La prima ipotesi mi sembra, in questo caso, la più plausibile.

Ti voglio bene, bacioni...

Mybelline
haimle
2009-11-16 15:34:36 UTC
Permalink
On 15 Nov, 23:38, Xlater <***@hotmail.com> wrote:
:

Mai visto o letto  L' ammutinamento del Caine?
Post by Xlater
No. Però, ho letto come sei intervenuto nel thread. Mi sei sembrato un
filino aggressivo e ostile, o me lo sono del tutto inventato? :-)

Effettivamente sono un po' saturo di complottismo, insisto,
son 10 anni che ce la meni. Cresci ed impara ad accettare le critiche
come tali e non come insulti personali, cazzo!
Aggressivo? Certo, e allora?

Sei un eccellente parafulmime,
a Napoli dicono "un tipo soggetto" .
Ringrazia che Anchise è per mare..
.

Diagoras
2009-11-15 03:54:15 UTC
Permalink
Post by haimle
Sono 10 anni che ci rompi i maroni, anche in prv, coi complotti,
ora BASTA!!
Il racconto non lo commento perché mi ha annoiato dal primo istante e
mi
sono fermato al secondo (o terzo) capitolo.
Un merito a Xlater bisogna però riconoscerlo: con i suoi (lunghi)
controcommenti ai (pochi) commenti ricevuti ha portato un
soffio di vita in questo momento di stanca di ISR.
Magari non siamo ancora alla querelle sul "cazzo brutto" di
iesserriana memoria, ma insomma... non ci possiamo lamentare.
Diamo a Xlater quel che è di Xlater, via...

Diagoras
cucciolakl
2009-11-15 18:20:08 UTC
Permalink
Post by Xlater
Post by cucciolakl
Forse non ci siamo capiti: io non ho parlato di credibilita' di
Giorgia in quanto personaggio, ma in quanto lesbica.
Quindi non è una critica al racconto e al suo autore. E' una discussione
sul personaggio. Ottima cosa. E' lusinghiero inventarsi personaggi che
stimolino discussioni. Mi stai facendo un grosso complimento.
Dipende.
Se quel che ho recepito io e' quel che l'autore intendeva, allora e'
una discussione sul personaggio.
Se quel che ho recepito io e' diverso da quel che l'autore voleva far
capire, allora l'autore non e' stato abbastanza bravo.
Ricordati che se un lettore non capisce e' sempre colpa dell'autore
che ha scritto male. Senza offesa, vale per tutti, anche per me.
Post by Xlater
Post by cucciolakl
Essendo un racconto leggero, mi accontento di caratterizzazioni
altrettanto leggere, tu stesso hai detto di aver coscientemente usato
stereotipi, cercando di distruggerli un po'.
Non ho mai detto di aver usato stereotipi. Rileggi meglio... :-)
Ho riletto. confesso di aver mentalmente unito il commento di giulia
in cui criticava la moglie/macchietta ninfomane (anch'io la trovo un
po' troppo spinta in verita', ma puo' anche andar bene nel contesto) e
quello in cui tu dici di odiare gli stereotipi e quindi cercare di
distruggerli (da me reinterpretato liberamente come: XL prende uno
stereotipo, lo mette nel racconto e cerca di farlo a pezzi facendogli
fare quel che non dovrebbe fare in quanto stereotipo)
Post by Xlater
Non è chiaro a nessuno cosa significhi essere un "vero uomo". Non è
chiaro a nessuno cosa significhi essere una "vera donna". E tu mi dici
di sapere per filo e per segno cosa fa e non fa, cosa dice e non dice,
una "vera lesbica"? Sei fantastica! ;-)
Nella migliore delle ipotesi, per sentirti così sicura del fatto tuo,
potresti essere una lesbica. Ma "una" lesbica. Siete forse tutte fatte
con lo stampino? Allora ha ragione Giorgia a dire che siete noiose e
monotone... ;-)
Evidentemente ho scritto male e non ci siamo capiti. Per il commento
di cui sopra, colpa mia.
Non pretendo di sapere cos'e' un "vero uomo", ne' una "vera donna",
ne' tantomeno una "vera lesbica", visto che come dice giustamente
haimle non ho le credenziali per essere dichiarata tale.
Stavo solo applicando elementi di psicologia spicciola (non chiedermi
referenze, non ne ho, e' solo buonsenso ed esperienza) al caso di
Giorgia, non incentrandomi sulle sue preferenze sessuali ma solo sul
suo comportamento.
Come gli esempi che ti ho riportato nel commento precedente, poteva
allo stesso modo trattarsi di preferenze gastronomiche, o hobby
sconvenienti, invece che un bel fallo oversize.
Ripeto il mio ragionamento: quando "chiunque" si sente attratto
fortemente da "qualunque cosa" che contrasta pero' con la sua
condizione sociale (ad es. il maschio che ama il balletto), o con i
suoi principi (il bacchettone che rifugge la nudita'), o per la quale
dovrebbe piu' in generale ammettere di essere diverso da come
vorrebbe, ha come reazione quella di proclamare di fronte a chiunque e
in ogni momento che lui in realta' e' "conforme a se stesso" anche se
in quel momento si comporta in modo diverso. Perche' lo fa? spesso
perche' non vuole ammettere nemmeno con se stesso di essere diverso
dall'immagine che si e' fatto di se'.
Torno a Giorgia: Giorgia non e' reale, e' un personaggio, quindi tutto
cio' che fa e dice sei tu che glielo fai fare, ma io per leggere il
racconto devo darle credito (com'e' che si dice? sospensione
dell'incredulita'? insomma, faccio finta che sia vera perche' se no
smetto di leggere) e considerarla reale. Quando tu le metti in bocca
quelle parole con insistenza, io ragiono come se mi trovassi di fronte
ad una persona reale, e so per esperienza diretta che quando una
persona insiste in quel modo su un'affermazione che la riguarda,
spesso e' perche' non ci crede e si vuol convincere.

Concludo: se tu volevi dare quest'impressione di una donna che si
definisce lesbica ma ha molte piu' sfaccettature che vanno al di la'
della definizione, allora discutiamo sul personaggio, e la tua
caratterizzazione e' riuscita, almeno per me.
Se invece volevi solo rappresentare una lesbica ma darle
caratteristiche inusuali, dovresti rivedere, sempre IMO, quella parte
del dialogo, mantenere certo le spiegazioni che fa sui suoi gusti, ma
senza questa enfasi sulla lesbica senza appello che Giorgia porta
avanti nelle sue osservazioni. Perche', personaggi di carta o persone
in carne e ossa, si e' quello che si fa, non quello che si dice.
Post by Xlater
Al netto del quoting ci sono stato dentro. Dimmi bravo.
Bravo.
Per non vanificare i risultati ripetiamo l'esercizio. :-)

c.
Xlater
2009-11-15 22:25:38 UTC
Permalink
Post by cucciolakl
Dipende.
Se quel che ho recepito io e' quel che l'autore intendeva, allora e'
una discussione sul personaggio.
Se quel che ho recepito io e' diverso da quel che l'autore voleva far
capire, allora l'autore non e' stato abbastanza bravo.
Ricordati che se un lettore non capisce e' sempre colpa dell'autore
che ha scritto male. Senza offesa, vale per tutti, anche per me.
Magari fosse come dici tu! Apro una poesia di Mario Luzi, non ci capisco
un cazzo, e la pippa è lui. Goduria! Sarebbe un mondo perfetto!
Purtroppo non è così semplice. :-)

Io porrei la questione su un altro piano. Un racconto, più in generale
un'opera di narrativa, riflette sempre parte della visione del mondo e
delle cose dell'autore. Il racconto "Giorgia", e in particolare il
personaggio della protagonista, riflettono il mio modo di vedere alcuni
aspetti della sessualità. Può capitare che la mia visione della
sessualità per certi aspetti sia un po' fuori dagli schemi comuni, un
po' "scomoda". Così, anche se il racconto è in primo luogo stato scritto
per divertirmi e per divertire, c'è qualche messaggio che può passare.

Di fronte alla proposta di una visione delle cose "scomoda", il lettore
può reagire in modi diversi. Sintetizzando al massimo, ci può essere una
reazione "aperta" e una "chiusa".
Il lettore "aperto" tende sempre ad essere grato a chi gli propone un
modo diverso di vedere le cose. Poi resta libero di accettare la mia
visione, accettarla parzialmente, oppure rifiutarla in toto. In tutti è
tre i casi sono stato per lui uno stimolo, uno spunto.
Il lettore "chiuso" è quello che si accorge che alcune cose della mia
visione vanno a cozzare contro le sue convinzioni, ma a differenza del
lettore "aperto" non è disponibile a provare a rimetterle in
discussione. Generalmente perché le proprie convinzioni sono in realtà
pregiudizi, e sono abbastanza radicati nel proprio senso di identità da
rendere troppo doloroso rimuoverle.

Anche nei limiti del racconto leggero/umoristico, il personaggio di
Giorgia secondo me è piuttosto "scomodo", e va a pungere diversi
pregiudizi (o stereotipi, come li abbiamo chiamati altrove). Il lettore
tendenzialmente "chiuso" si sente "punto" e reagisce. "Il personaggio di
Giorgia non mi piace, non mi torna, non corrisponde, non è credibile".

Mi va benissimo. E' previsto. Quello che occorre fare, però, è
distinguere lo sgradimento "estetico" da quello "ideologico". Un conto è
dire "Giorgia non mi piace perché non sei stato un bravo autore ad
inventarti e a delineare questo personaggio". Un conto è ammettere
"Giorgia non mi piace perché mette in discussione i miei pregiudizi e i
miei stereotipi, o comunque la mia visione." In questo secondo caso è
giusto che il lettore mi contesti una visione che non condivide, ma la
sua reazione mi conferma che sono stato bravo quanto basta. Se Giorgia
"punge", significa che il messaggio è arrivato.

P.S. Non è onestissimo chiedermi di stare nei 1000 caratteri quando tu
mi rispondi con 3000. Accetto però l'esercizio di usarne comunque meno
del tuo messaggio cui rispondo. Ci sto dentro anche stavolta. Posso
scialare e ringraziarti per avermi risposto, e in questo modo. Visto
quello che si è letto oggi da queste parti, ha un significato importante.


Xlater
cucciolakl
2009-11-15 22:47:40 UTC
Permalink
Post by Xlater
P.S. Non è onestissimo chiedermi di stare nei 1000 caratteri quando tu
mi rispondi con 3000. Accetto però l'esercizio di usarne comunque meno
del tuo messaggio cui rispondo. Ci sto dentro anche stavolta. Posso
scialare e ringraziarti per avermi risposto, e in questo modo. Visto
quello che si è letto oggi da queste parti, ha un significato importante.
Xlater
Ma sei tu che devi fare esercizio di sintesi, non io! :-)
Per pareggiare, in 2 sms:
Non ho detto che Giorgia non e' credibile, ho detto che io non credo
a quello che dice Giorgia. E questo perche' tu l'hai disegnata in un
modo per cui a me riesce difficile crederle. Se questo era il tuo
intento, bene. Se questo vuol dire che io ho pregiudizi, forse siamo
in due.

c.
Xlater
2009-11-16 07:21:04 UTC
Permalink
Post by cucciolakl
Ma sei tu che devi fare esercizio di sintesi, non io! :-)
Ogni tanto scrivo sonetti. Lì devo stare in 14 versi. Sono un
bell'esercizio, di sintesi e non solo. :-)
Post by cucciolakl
Non ho detto che Giorgia non e' credibile, ho detto che io non credo
a quello che dice Giorgia. E questo perche' tu l'hai disegnata in un
modo per cui a me riesce difficile crederle. Se questo era il tuo
intento, bene. Se questo vuol dire che io ho pregiudizi, forse siamo
in due.
Né io, né tu. E' Giorgia ad avere un diffuso pregiudizio, e
contemporaneamente ad esserne vittima.

X.
Ubaldo
2009-11-15 00:54:49 UTC
Permalink
Post by cucciolakl
dettagli. Hai mai pensato di postare a puntate i commenti, oltre che i
racconti? :-)
rotfl
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